Da Playboy ai reality, cosa vedere sul cellulare

Arrivano anche i canali per bambini

Maddalena Camera

da Milano

Tutti sperimentano ma solo l’Italia è partita con un servizio commerciale. Ebbene oltre che campioni del mondo del pallone, la terra famosa per «pizza e mandolino», è prima assoluta (dopo la Corea) nel diffondere la tv sul telefono cellulare. Con il Dvbh, sigla quasi impossibile che significa Digital video Broadcasting handheld ossia diffusione video su apparecchi portatili, i normali canali televisivi hanno trovato nuovi spazi. E i produttori coreani di cellulari (Lg e Samsung) non si sono lasciati sfuggire l’occasione per proporre i loro innovativi modelli. Che a prima vista sembrano antichi a causa di una mini antenna indispensabile per captare il segnale. Ora tocca agli operatori di telefonia mobile confezionare palinsesti appetibili per la tv sul cellulare.
Per il momento ad offrire il servizio sono solo «3», la società posseduta dai cinesi di Hutchinson Whampoa, e Tim ma a settembre anche Vodafone e Wind promettono di partire con la tv portatile. In realtà la tv sul telefonino non è una novità: già da tre anni i gestori hanno cercato di lanciare questa possibilità. Il problema era la qualità del segnale. Infatti dato che la tecnologia Dvbh non era pronta i contenuti erano trasmessi sulla rete mobile. E qui sul fronte della programmazione e dell’interattività, nonostante la strutturale lentezza della rete per scaricare contenuti ricchi di immagini in movimento, i gestori si sono sbizzarriti. «3», la società guidata da Vincenzo Novari, ha realizzato i Mobisodes mini sitcom che permettono ai clienti di interagire con i personaggi. E poi ci sono i blog, le videochat, molta musica e il canale Playboy. Negli Usa qualcuno è arrivato a realizzare una soap con puntate sulle normali reti televisive e altre solo per il cellulare. Insomma la fantasia, grazie all’interattività del mezzo, non manca. Il problema è far quadrare i conti e dunque a fare la parte del leone per convogliare clienti sulla tv mobile (come del resto anche sulla pay tv satellitare o via digitale terrestre) c’è sempre e soltanto uno sport, il calcio. Sul campionato punta moltissimo Tim che a settembre lancerà una offerta convergente. In pratica con un abbonamento sarà possibile vedere tutto il campionato di A e anche alcune partite di B data l’importanza delle squadre retrocesse dal tivufonino ma anche via Internet. «Crediamo molto nella convergenza delle reti di telecomunicazione - ha spiegato Riccardo Jelmini responsabile dei contenuti mobili per Telecom Italia - puntiamo molto sul calcio ma anche sulle news, sull’intrattenimento con Mtv e sui cartoons per i ragazzi». Niente porno però. «Indubbiamente sarebbe un canale molto visto - continua Jelmini - ma non vogliamo puntare su certi contenuti». Quanto ai costi della tv sul cellulare non sono proibitivi grazie alle formule di sovvenzione al terminale. Sul fronte della fruizione del servizio invece il modello di business è diverso. Tim infatti offre agli utenti di vedere gratis i suoi sette canali fino a settembre. Il gestore «3» invece ha puntato sul mondiale di calcio e conta di raggiungere 500 mila di abbonati entro Natale anche se oggi ne ha poco più di 100mila. Una previsione molto ottimistica dato che Tim pensa a un identico numero entro il 2008.
Sul fronte della programmazione anche «3» punta sul calcio con le partite di serie A (come da programmazione Mediaset Premium). Mentre tra gli sport minori c’è Motomondiale: oltre alle gare delle 125, 250 e MotoGp ci sono anche in diretta le prove. Non mancano i canali premium di Sky come Sport, Vivo con i reality show. Poi c’è il cinema e le news 24 ore al giorno. A questi si aggiungono Rai 1 e Rai2 e per l'estate Rai 3. Poi c'è Mediaset con il meglio di Canale5, Italia 1 e rete4 (in onda 24 ore al giorno). Entro fine luglio All Music e Boing, canale per bambini. I canali «3» già si pagano: 29 euro al mese, 12 per una settimana o 3 euro al giorno, 99 euro per sei mesi. Il conto si scala direttamente dalla prepagata. Si può anche scegliere una opzione a tutto campo con un po’ di telefonate e tutta la tv a 49 euro al mese.

«Noi produciamo direttamente anche due canali - ha spiegato Stefano Piastrelli direttore del settore media di «3» - siamo presenti con servizi in avvenimenti importanti come il Giffoni film festival trasmettiamo eventi sportivi come le gare di beach volley e repliche dei mondiali di calcio. Per il momento abbiamo 9 canali che diventeranno 14 in autunno e 20 entro il 2007. Oltre alla serie A avremo anche la Champions League». Del resto «3» che tanto crede alla tv sul cellulare da aver acquistato anche una rete televisiva, Canale 7, ha già anche cominciato a raccogliere pubblicità. E così forse alla fine anche la tv mobile sarà gratuita. O quasi.