Plebiscito tra i vip azzurri: stravince «Popolo»

Schifani, Bondi, Cicchitto, Vito: «Partito? È una parola vecchia»

da Milano

È una specie di plebiscito per il nome che meglio sembra rappresentare la sterzata che il Cavaliere vuole imprimere a Forza Italia. Capigruppo e responsabili del partito rispondo quasi tutti con la stessa parola: Popolo delle libertà. In sintonia del resto con Silvio Berlusconi stesso, che anche ieri nel messaggio ai sindacati di Polizia ha usato il termine «popolo della libertà» per riferirsi alle forze del centrodestra. «È un nome molto bello - fa sapere da Firenze il coordinatore di Fi Sandro Bondi -. È anche molto simile al nome del Ppe, che è il partito del popolo europeo». Dai gazebo e dal sito internet di Forza Italia, fa sapere il coordinatore azzurro, sembra essere questa la preferenza anche degli elettori. E così la pensa anche il vicecoordinatore azzurro Fabrizio Cicchitto, appena uscito dal gazebo a pochi passi da Montecitorio: «Ho appena votato “Popolo delle libertà”, perché se dobbiamo fare un partito che sottolinea questo momento popolare la scelta migliore è senza altro questa». Insieme a Cicchitto hanno votato anche le deputate Elisabetta Gardini, Fiorella Ceccacci e Jole Santelli, tutte e tre nello stesso modo. «Popolo della libertà rispecchia l’idea della piramide rovesciata - dice la Gardini -, cioè un partito che nasce dal basso dove quello che conta è la volontà della gente». Il capogruppo dei senatori di Fi Renato Schifani sottolinea l’effetto evocativo del nuovo nome: «Ho votato “Popolo della libertà” perché è nuovo - spiega -, mentre il nome partito, inserito nel logo, mi sembra qualcosa di vecchio. Popolo della Libertà rispecchia bene l’idea di un movimento che vuol dare voce alla gente». Una novità che il deputato Giorgio Lainati, membro della Commissione di Vigilanza Rai, riassume con una battuta: «Mia madre che è anziana vota Partito, io invece preferisco Popolo, anche per la liaison con il Ppe». Anche Francesco Giro, coordinatore laziale di Forza Italia, evidenzia il collegamento con il grande partito moderato europeo: «Scelgo il “Popolo delle libertà” perché è il nome che si avvicina di più all’identità del partito popolare europeo».
Dalla stessa parte anche Mara Carfagna, indicata come esempio della «nuova classe dirigente» del Pdl: «La nostra priorità ora è mettere al centro le esigenze della gente. Il governo Prodi è anche un governo contro il popolo del centrodestra». Il presidente dei deputati azzurri non ha dubbi: «Scelgo Popolo della Libertà - dice Elio Vito -. Mi sembrava più coerente con la nuova iniziativa del presidente Berlusconi dopo quello che è nato nei gazebo dalla grande adesione di popolo».
Il governatore della Lombardia Roberto Formigoni si augura che il popolo della libertà scelga proprio questo nome per il nuovo movimento: «Io voterò domani (oggi, ndr) e voterò Popolo delle Libertà. È decisamente più immediato ed espressivo che non partito, più rappresentativo della novità che vogliamo realizzare: cioè un partito ovviamente, ma che sia quanto più possibile immediata espressione del volere degli elettori. Questa idea di popolo è l’idea più bella».
Dall’altra parte, cioè quella del Partito delle libertà, c’è invece l’animatrice dei Circoli Maria Vittoria Brambilla: «Io preferisco il nome Partito delle Libertà ma sarà la gente a scegliere, non è la mia voce che conta». Così anche Franco Frattini, vicepresidente della Commissione Ue: «Meglio partito delle Libertà - spiega Frattini -, perché la parola “popolo” può avere un’accezione populistica». Osvaldo Napoli, deputato eletto in un dei rari collegi azzurri di Torino, voterà allo stesso modo: «Io preferisco Partito delle libertà perché il termine popolo può essere recepito come una cosa di sinistra dal nostro elettorato».