Pli e Momento liberale, una lite riunirà la diaspora

Egregio dottor Lussana, leggo su «il Giornale» di domenica 12 febbraio a pagina 46 la lettera-appello del dottor Beppe Damasio di Momento Liberale dal titolo «Biondi può riunire la diaspora liberale» e dico subito che sono d’accordo con l’illustre autore solo sul titolo, per cui a nome del Pli rivolgo all’amico onorevole Biondi analoga e pressante richiesta.
Circa l’addebito mosso al Pli di commettere «un errore dopo l’altro» osservo, innanzi tutto che errori si possono sempre commettere, specie in politica e a questa regola nessuno si sottrae, quindi neppure il dottor Damasio!
In particolare aggiungo che:
1) L’alleanza alle ultime regionali tra Pli e Socialisti (Nuovo Psi) non era una «conventio ad excludendum» ma era aperta a tutte le forze laiche e moderate e altresì a quanti dell’area cattolica avessero voluto aderirvi.
2) Questa alleanza ha consentito al Pli di comparire sulla scheda elettorale, dopo ben tredici anni di assenza.
3) Tale alleanza inoltre ha avuto l’indubbio merito di sostenere un grande presidente di Regione (Sandro Biasotti), purtroppo non rieletto. E cosa ha fatto il dottor Damasio al riguardo?
Ciò detto, voglio comunque significare che il Pli è disposto a collaborare con lo stesso dottor Damasio e con tutte le altre forze liberali in vista delle prossime elezioni comunali di Genova, pur non avendo il sottoscritto (e ciò potrà tranquillizzare il dottor Damasio medesimo!) alcuna ambizione in ordine a tali elezioni.
La ringrazio per la Sua consueta cortesia e voglia gradire i miei più sinceri sentimenti di stima.
Con molta cordialità
Coordinatore regionale P.L.I.