Plinio: «Denuncio l’assessore Vesco»

«Io, l’assessore leninista Vesco, se non ritratta, lo denuncio»: il vocione di Gianni Plinio, consigliere regionale di An, tuona a massimo volume, subito dopo aver sollevato gli occhi dalle pagine del Giornale di ieri che riportava l’intervista al titolare delle deleghe al Lavoro e all’Immigrazione nella giunta Burlando. Ma neanche dopo qualche ora, Plinio si acquieta. Anzi, parte lancia in resta, con il preciso obiettivo di terremotare la squadra di governo di via Fieschi, fino a provocarne la caduta: «Enrico Vesco, nell’intervista di Paola Setti - sbotta il capogruppo di Alleanza nazionale nella Sala verde - ha fatto affermazioni incredibili, tipo quella secondo cui intenderebbe riconoscere, concorrendo al pagamento dei canoni di affitto a tariffa agevolata, un ruolo ufficiale ai centri sociali liguri che hanno, nel tempo, occupato abusivamente immobili e strutture pubbliche». Plinio non si è perso una battuta dell'articolo-intervista del Giornale, e ora procede a raffica: «C'è di più e di peggio, in quelle frasi dell'assessore - insiste -. La ferma intenzione di Vesco sarebbe quella di assegnare ai centri sociali spazi, immobili e strutture di proprietà regionale, quindi pubblica, cioè della comunità. Tutto questo, a mio giudizio, si configura come un vero e proprio, concreto sostegno a gruppi che spesso si sono distinti nella pratica della violenza politica. Non basta: tutto questo si configura anche come una autentica istigazione e un effettivo favoreggiamento di comportamenti assolutamente illegali». Plinio incassa immediatamente l'appoggio del consigliere Matteo Rosso (Forza Italia), che anche in qualità di consigliere comunale a Tursi si è battuto più volte e a fondo contro i privilegi ingiustificati a no global e centri sociali: «Ci muoveremo in aula, alla riapertura dei lavori del consiglio, il giorno 20 - promette, fra l'altro, Rosso -. Affermazioni come quelle fatte dall'assessore Vesco richiedono una presa di distanza immediata, da parte del presidente Burlando». Con queste premesse, l'ormai imminente riunione del consiglio regionale si preannuncia a dir poco al calor bianco. L'opposizione di centrodestra ha intenzione di chiedere la formale dissociazione del presidente dalle dichiarazioni del suo membro di giunta.