Plinio non molla: «Di chi era l’auto blu?»

È il fantasma di Sandro Biasotti ad aleggiare sul consiglio regionale. L’ex Governatore non è in aula, non parla, non lancia nessun messaggio neanche a mezzo stampa. Eppure fa sempre parlare di sé. È a Roma per svolgere il suo lavoro da parlamentare nel giorno in cui Franco Orsi, Giovanni Paladini e Claudio Gustavino formalizzano le loro dimissioni da consiglieri regionali per gli incarichi di deputato e senatore.
Biasotti non c’è, eppure se la prendono con lui i consiglieri della maggioranza che, al momento del voto per le surroga, scelgono di prendere la parola. Ed il più diretto è Ubaldo Benvenuti che si rivolge espressamente al presidente del consiglio regionale Mino Ronzitti: «Mi risulta fossero stati eletti in parlamento quattro consiglieri regionali, in realtà vedo le dimissioni di tre - ha detto Benvenuti-. Dove sono finite quelle di Biasotti?».
Le critiche sono sempre le stesse, cioè il cumulo delle cariche e il fatto che chi svolge due attività del genere difficilmente può gestirle. Sono stati Nicola Abbundo e Francesco Bruzzone a difendere il prossimo candidato alla carica di Governatore del centrodestra: «Biasotti darà le dimissioni non appena la Camera dei deputati glielo chiederà- spiega Abbundo-. Fino a quel momento sarà suo diritto ricoprire il doppio incarico», mentre il capogruppo della Lega Nord ha ribadito che la lettera di dimissioni «sta partendo da Roma». In attesa del quarto consigliere che prenderà il posto del neodeputato del Pdl, ieri ha fatto il suo debutto in consiglio Pietro Oliva a prendere il posto di Franco Orsi. Insegnante ed imprenditore, dal 1997 al 2005 è stato segretario provinciale di Savona per Forza Italia. Sulla poltrona di Claudio Gustavino si siede Lorenzo Basso, 31 anni, ex Margherita oggi eletto nell’assemblea costituente del Pd. Sostituisce Giovanni Paladini Vito Vattuone, sindaco del Comune di Casarza Ligure dal 1993 al 2004 ed ex consigliere provinciale a Genova del Partito popolare italiano. Nessun’altra polemica segno del clima da Terza repubblica che si respira anche in Liguria con gli applausi bipartisan che fanno da sfondo all’entrata in aula dei tre neoeletti e l’amarcord di Plinio che ricorda quando nel 1981 entrò in consiglio comunale da esponente dell’Msi: «In blocco i consiglieri del Pci uscirono dall’aula per darmi il benvenuto». Nostalgia canaglia.
Intanto, ieri a vivacizzare il dibattito politico è stato l’assessore alla Salute Claudio Montaldo allarmato per il taglio dell’Ici che, a suo modo, in base ai parametri del piano sanitario regionale creerebbe un buco nei conti di 90 milioni di euro.