Il pm: "Attentato a Nassiriya, processate i tre ufficiali"

Il procuratore militare Intelisano, ha chiesto che che tre comandanti vengano rinviati a giudizio. L'accusa: aver colposamente omesso di approntare misure idonee alla difesa della base Maestrale, dove <a href="/a.pic1?ID=180314"><strong>in un attentato rimasero uccisi 19 italiani nel 2003</strong></a>

Roma - Il procuratore militare di Roma, Antonino Intelisano, ha chiesto il rinvio a giudizio di tre ufficiali accusati di aver colposamente omesso di approntare una serie di misure idonee alla difesa di Base Maestrale, l’installazione militare nel centro di Nassiriya dove rimasero uccisi 19 italiani nell’attentato del 12 novembre 2003. Gli imputati sono i generali dell’Esercito Vincenzo Lops e Bruno Stano, che si sono avvicendati al comando del contingente nazionale, e il colonnello dei Carabinieri Georg Di Pauli, comandante della Msu, l’unità specializzata multinazionale dell’Arma che aveva il suo quartier generale proprio nella Base Maestrale.

I tre ufficiali devono tutti rispondere del reato previsto dall’ art.98 del Codice penale militare di guerra (omissione di provvedimenti per la difesa militare), che punisce «il comandante che, per colpa, omette di provvedere ai mezzi necessari alla difesa del forte, della piazza, dell’ opera, del posto, della nave o dell’ aeromobile, di cui ha il comando, ovvero trascura di porli in stato di resistere al nemico». In particolare, sempre secondo quanto si è appreso, al colonnello Di Pauli la Procura contesterebbe di non aver adeguatamente protetto l’ingresso della base con posti di sbarramento, escobastian (grandi contenitori pieni di ghiaia) e altre predisposizioni. Per quanto riguarda invece i generali Lops e Stano, l’aspetto specifico dell’ accusa riguarda la mancata predisposizione di un dispositivo di difesa idoneo nel suo complesso, anche in relazione a una serie di warning, cioè allarmi relativi a possibili attacchi.