Il pm chiede 10 anni per l’ultrà genoano che voleva uccidere la moglie

Dieci anni di reclusione sono stati chiesti ieri mattina dal pubblico ministero Francesca Nanni (per conto del collega Silvio Franz, titolare dell’inchiesta) per Massimo Leopizzi, 44 anni, ultrà genoano, capo della Brigata Speloncia, processato con rito abbreviato per tentato omicidio nei confronti della moglie, dei suoceri e di due agenti di polizia, oltre che per maltrattamenti, porto e detenzione d’arma, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. L’episodio incriminato risale alla mattina del 19 novembre scorso, quano Leopizzi fu arrestato per essere stato trovato davanti alla casa della moglie con due pistole, un coltello a serramanico e alcuni proiettili, e inoltre per avere reagito nei confronti di due poliziotti, intervenuti su richiesta della donna. Il giudice Daniela Faraggi ha rinviato l’udienza al 27 ottobre per interrogare gli agenti che hanno redatto il verbale d’arresto, i periti e alcuni testimoni, al fine di integrare l’istruttoria, probabilmente non completa, non ritenendo di poter giudicare allo stato degli atti, così come previsto per il rito abbreviato. Soddisfazione ha espresso il difensore Stefano Sambugaro, che si è visto accogliere dal gup l’istanza di allegare agli atti una lettera scritta da Leopizzi a un’amica, in cui respinge l’accusa di tentato omicidio, spiegando che quel giorno non ha aggredito i poliziotti, anzi è stato picchiato da loro, sia in strada che nel commissariato di San Fruttuoso.