Il pm chiede l’archiviazione per De Bustis e Semeraro

I prodotti strutturati di Banca 121 non erano stati messi sul mercato per diventare più appetibili in vista dell'acquisizione da parte di Monte dei Paschi di Siena. Come dire: non c'era alcuna strategia orchestrata dai vertici della banca salentina per gonfiare i conti durante le trattative con Mps. È quanto emerso dalle indagini della Procura di Trani, che ha chiesto l'archiviazione per quanti all'epoca ricoprivano un ruolo di primo piano nell'istituto di credito leccese, tra i quali l'ex direttore generale Vincenzo De Bustis (oggi amministratore delegato di Deutsche Bank in Italia), l'ex presidente Lorenzo Gorgoni (attualmente componente del consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena) e il patron Giovanni Semeraro: tutti e tre, insieme ad altri dirigenti e funzionari, potrebbero quindi uscire dall'inchiesta aperta dalla Procura di Trani su prodotti strutturati come Btp-tel, Index e Online. Quei pacchetti furono acquistati da numerosi risparmiatori convinti di ritrovarsi nelle tasche prodotti sicuri senza sapere invece che il tutto comprendeva anche operazioni sul mercato ad alto rischio: un disastro che ha spinto centinaia di persone a rivolgersi alla magistratura. Fino a questo momento in tanti hanno però deciso di accettare la proposta di risarcimento danni offerta dall’istituto di credito e chiudere la questione con la rimissione della querela. Un filone dell'inchiesta ha coinvolto anche il presidente della Banca d'Italia, Antonio Fazio: la sua posizione è già stata archiviata dal gip. Le indagini sono proseguite e ora le richieste del pm Antonio Savasta.