Il Pm: «Fermare le partite è un errore»

«Sospendere i campionati di calcio è un errore, perché - lo dico da cittadino - significa che lo sport è ostaggio di bande di delinquenti». Renato Papa, il procuratore aggiunto di Catania che coordina le indagini sulla morte di Filippo Raciti, non pensa affatto che lo stop serva a dare un «segnale forte». «Fermarsi è un errore - dice - perché potrebbe essere interpretato come un arrendersi ai teppisti. Il rischio è che passi il concetto che si dà ragione a pochi criminali che tengono così in ostaggio la stragrande maggioranza di tifosi che vanno allo stadio». «Certo - aggiunge - le autorità che hanno deciso lo stop hanno una visuale migliore, più ampia della mia». Ma il magistrato non cambia idea. «Sto seguendo in tv il torneo Sei nazioni di rugby: per Inghilterra-Scozia ci sono sugli spalti 80mila spettatori e nessun poliziotto. Io stesso, in passato, ho seguito una gara dell’ Italia con la Nuova Zelanda: noi eravamo sotto di 100 punti e loro ci prendevano in giro, ma sorridevamo lo stesso». Il problema per Papa è «la mancata certezza della pena». «Nella notte - racconta - sono stati arrestati in tutto ventidue tifosi del Catania. Questo è stato possibile perché esiste una norma che consente il fermo grazie a foto e filmati. Ma - sottolinea - chi è arrestato, se incensurato, viene subito dopo scarcerato. E il tifoso che ottiene il rito abbreviato dopo la condanna, sospesa, esce dal carcere subito».