Pneumatici Pirelli a Piazza Affari pensando a Telecom

Molti i dossier delle banche d’affari sulla scrivania di Tronchetti Provera. Martedì saranno all’esame del cda. Il legame con l’operazione Hopa

Pierluigi Bonora

da Milano

Pirelli Pneumatici, la divisione del gruppo milanese che anche nel terzo trimestre del 2005 ha dato importanti segnali di miglioramento (il 13 marzo il consiglio approverà i dati dell’intero anno), è sempre più al centro dell’attenzione del mercato.
Sulla scrivania del presidente Marco Tronchetti Provera sarebbero arrivati numerosi dossier di banche d’affari in direzione di un possibile sbarco a Piazza Affari della divisione. Ieri l’agenzia di stampa Radiocor ha parlato di un interessamento all’operazione da parte di Goldman Sachs. In realtà sul dossier c’è almeno una mezza dozzina di banche.
E così anche ieri le voci su una quotazione dei Pneumatici si sono rincorse per tutta la giornata. E Marco Tronchetti Provera nel consiglio di amministrazione del gruppo, convocato per martedì 14 febbraio, avrebbe fatto inserire tra i punti all’ordine del giorno anche l’esame dei numerosi dossier fatti pervenire dalle banche d’affari. Insomma si è arrivati a un’accelerazione del progetto di collocamento. Probabilmente da mettere anche in relazione alla necessità di rafforzare Pirelli in previsione degli esborsi che sosterrà nel capitale di Olimpia: 600 milioni per liquidare Hopa e circa il doppio se anche le banche, come è probabile, dovessero uscire all’inizio dell’estate.
«Un fatto è certo - spiega una fonte finanziaria al Giornale - ci sono molte banche che puntano a far quotare Pirelli Pneumatici allo scopo di estrarre valore da un settore del gruppo i cui risultati sono positivi e le prospettive allettanti». Il consensus degli analisti ha assegnato alla divisione guidata da Francesco Gori un «enterprise value» tra 2,8 e 3 miliardi di euro. Le nuove voci su una possibile quotazione dei Pneumatici del gruppo italiano sono state accolte senza particolare entusiasmo dal mercato. A Piazza Affari il titolo Pirelli ha infatti ceduto lo 0,96% a 0,82 euro, ma il reale polso del mercato si potrà prendere la prossima settimana alla luce del consiglio d’amministrazione di martedì. Nei giorni scorsi l’azione è stata al centro di scambi vivaci con ripercussioni positive anche sulla controllante Camfin. Secondo un esperto del settore il punto di forza della divisione sono i prodotti di qualità, ad alta prestazione e hi-tech grazie ai quali Pirelli risente poco della concorrenza. Del resto l’anno scorso il gruppo della Bicocca aveva reso noto che Pirelli Pneumatici intendeva salire al 10% del mercato di sua competenza. Non solo. I buoni risultati dei primi nove mesi del 2005 del gruppo (utile consolidato in rialzo del 35% a 316 milioni e ricavi in progresso del 13,3% a 3,3 miliardi) sono stati trainati proprio dalla divisione Pneumatici. «Se venisse portata sul mercato una quota attorno al 40% della divisione pneumatici - ha ipotizzato un analista - Pirelli potrebbe ricavare oltre un un miliardo di liquidità». L’azienda milanese, intanto, continua il piano di internazionalizzazione. Dopo lo sbarco in Cina, avvenuto lo scorso ottobre con l’apertura di una stabilimento a Yanzhou (obiettivo della Bicocca è il 3% del mercato dei pneumatici per camion nel Paese della Muraglia), ora nel mirino ci sarebbe soprattutto l’Est europeo e, in particolare, lo sviluppo in Romania.