«È un po’ criticona Per questo temo la piazza genovese»

Malika Ayane è tornata con un nuovo calendario di concerti nei teatri italiani, cornice ideale per ascoltare dal vivo questa raffinata ed elegante interprete della musica italiana.
La tua tournée è partita pochi giorni fa (ndr il 25 novembre scorso) sei emozionata, come ti senti ?
«Sono strafelice perché la data zero è andata bene, c'era tanta gente. Alla fine del concerto il pubblico era soddisfatto e contento. Partire bene mi da fiducia ed è un buon presupposto per affrontare la piazza genovese, questo martedì sera al Politeama, un po' criticona».
Perché?
«Tutti gli artisti lo dicono che Genova è difficile, se superi la prova del palco genovese, poi tutto va liscio. Mi ricordo la mia prima volta alla Fnac fu proprio a Genova e fu un po' surreale anche se bello: la sala era piena, sì, ma di signore che erano lì a bere il tè, comunque andò alla grande».
Hai ragione, ma non sarai un po' prevenuta sui genovesi?
«Non fraintendermi, io sono una fan dei liguri, amo De André, Gino Paoli e Eugenio Montale».
Che nomi eccellenti hai tirato fuori dal cilindro. A tal proposito lo sai che in molti ti paragonano a Mina?
«Oh signor! Mina è intoccabile. Mi fanno paura i paragoni con i grandi. Ci sono artisti che sono stati giustamente divinizzati e sono irraggiungibili. Ad esempio uno come Sinatra non ci sarà mai più. Io faccio il mio percorso, tutt'al più imparo da loro».
Il successo non ti ha montato la testa. Com’è la giornata tipo di Malika?
«Questo per me è un periodo bellissimo, gli ultimi tre anni sono stati un'escalation di eventi. Quando non sono in giro in tournée, mi alzo al mattino presto, metto subito la musica in base all'umore, dopo segue la consegna della figlia a scuola, quindi procedo con le cose che mi piacciono meno, commercialista, amministrazione, lavanderia ecc…se è una mattinata positiva vado in sala prove. Verso le 15,30 il block notes prevede recupero figlia - cucina - compiti e magari amici a cena. Come vedi ho una vita banale, una vita normale. È finita l'era del divismo assoluto».
Ma ora niente giornata tipo perché sei in giro per l'Italia con il tour. Lo racconti?
«Nel tour c'è quanto più di me si possa immaginare, è la parte in cui mi esprimo di più, tutto parte da me, la scaletta, la rielaborazione dei brani. Canterò sicuramente "Thoughts and clouds" fino a "Sospesa", passando per "Come Foglie", "Feeling Better" o "Ricomincio da qui". Alla scaletta aggiungerò di volta in volta alcune cover, pescate nel mio bagaglio musicale e ovviamente le novità del mio nuovo progetto discografico "Grovigli Special Tour Edition" un cd più un dvd con il brano firmato da Pacifico "Il giorno in più", una ballata che sarà anche il tema dell'omonimo film tratto dal libro di Fabio Volo, e "Hello!", eseguita nel disco in duetto con Cesare Cremonini».
Tu e Cesare Cremonini condividete molte cose anche quella di cantare sia in inglese che in italiano. Ma in quale lingua preferisci realmente cantare?
«In entrambe».
E progetti futuri extra Cremonini?
«Finito il tour mi metterò a scrivere un nuovo album e inizierò a studiare un nuovo strumento musicale. Continuerò a prendere lezioni di Tip Tap e poi magari giocherò a fare l'attrice».
L'attrice? Impavida ed estroversa Malika.
«Non è così, è più complicato e difficile comunicare me stessa che interpretare un personaggio».