"Un po’ padre, marito o amante: vi racconto le donne del fioretto"

Andrea Magro è il ct del dream team di scherma che con Vezzali, Trillini e Granbassi domani affronterà la Cina: "Il nostro segreto è la forza del gruppo"

nostro inviato a Pechino

Mette a nudo le sue donne con la dolcezza di chi le ama tutte e la saggia arrendevolezza di chi le ascolta. Le svela e racconta così, con delicatezza, come si deve, in punta di fioretto. Andrea Magro è il ct del dream team che domani si gioca la medaglia olimpica a squadre in una sfida da brividi: prima contro la Cina padrona di casa, poi, se sarà, contro le russe padroni d’Europa. È lui l’uomo che in mondovisione è scoppiato di gioia portando in spalla Valentina Vezzali un attimo dopo la conquista dell’oro di Pechino. Ed è lui l’uomo che può vantare un record unico al mondo: è contemporaneamente padre, marito e amante di Valentina Vezzali, Giovanna Trillini e Margherita Granbassi. È padre perché le ascolta e insegna loro ogni santo giorno, è marito perché da quindici anni, tra ritiri e gare, ci vive insieme sfoderando la santa pazienza di un coniuge. Ed è amante perché solo lui riesce a stregarle in allenamento, portandole a desiderare ossessivamente l’appuntamento con l’oro.
L’ATLETA. «A Valentina non si possono dare voti perché non esiste un numero per quantificare quel che lei ha fatto in carriera. Valentina va oltre la scherma, va oltre lo sport. La gente pensa ai suoi tre ori, ai cinque mondiali, alle 61 vittorie in coppa e non sa che i suoi veri successi sono mentali e sono giornalieri: quando in allenamento riesce a mettere da parte tutto ciò che ha conquistato... Dicono che Valentina e Valentino Rossi siano accostabili, non lo credo: Valentino ha comunque un limite: deve relazionarsi con un mezzo, Valentina è sola... Giovanna anche lei è senza voto. Perché quando arrivi qui con gli anni che ha lei, con la naturale usura mentale e fisica dell’età e fai un’altra gara meravigliosa, allora sei unica. Margherita è invece una donna normale, quindi senza aver dentro quel qualcosa di speciale che hanno Valentina e Giovanna, ma è un’atleta di straordinarie qualità. Ha imparato attraverso un percorso più difficile, più lungo, più profondo, più irto di difficoltà e infortuni. Abbiamo lavorato tanto su di lei anche a livello psicologico, perché è molto fragile, basta un colpo di vento per spostare i suoi equilibri interni. Perché in Margherita non scorreva in maniera naturale ciò che scorre in altre iene sportive e lo dico in senso buono».
IL CARATTERE. «Sono clamorosamente sensibili tutti e tre. Valentina piange prima della gara, anche qui; Giovanna è una che quando le parli basta un attimo e le vengono gli occhioni lucidi, probabilmente vede tutta la carriera passarle davanti; Margherita invece piange dopo. Però non bisogna mai scordare che questo è uno sport che nasce dal duello: prima o si vinceva o si moriva; adesso non si muore però il concetto è lo stesso. Prima e dopo ogni gara queste ragazze devono ripescare i sentimenti. Per questo sono molto dolci ma possono ucciderti con un morso».
IL PUNTO DEBOLE. «Valentina ha grandi livelli di sensibilità, ma sono inconsci. Per via dei successi la dipingono come un dio, forse per questo lei nasconde di più. Anche Giovanna è sensibilissima, ma non lo cela. È un petalo. Margherita? È sensibile ed è buffa: a tutte le gare mi dice senti Andrea, ogni volta che vedo in faccia gli avversari capisco che di me non hanno proprio paura. Io continuo a vincere medaglie ma questi non mi temono per nulla... Le dico meglio così, fottitene».
IL PUNTO FORTE. «Valentina è una donna che mi fa molta tenerezza perchè credo di conoscere gli stati che tiene nascosti. E mi piace la sua tenerezza. Di Giovanna apprezzo la sua disponibilità verso gli altri, verso i giovani, i bambini. Margherita è incredibile: è pronta a rinunciare a se stessa per dare ad altri».
QUELLA VOLTA CHE... «Il rapporto con Valentina è conflittuale; le dico sempre in faccia ciò che penso. Però ne siamo sempre usciti bene. Con Giovanna ho avuto pochissimi scontri, mi fa però arrabbiare quando non crede subito a ciò che le dico. Ultimamente sembrava non fidarsi, forse era la paura di restare fuori squadra, e io a tranquillizzarla, guarda che vieni a Pechino con noi. Margherita la conosco da quando aveva sei anni, è una figlia, ci scontriamo ma ci vogliamo bene».
UN PENSIERO PER I LORO MARITI. «A Valentina lo dico sempre: ma come fa tuo marito a sopportarti? Io ti spaccherei la testa. Però il mondo è fatto così... Il marito di Giovanna è un uomo molto fortunato: ha sposato una donna buona, intelligente e per bene. A Margherita auguro invece di trovare un uomo che sappia apprezzare la sua bontà... Cosa pensa mia moglie delle mie tre donne? Giusy a volte è gelosa perché vorrebbe che certe attenzioni che io do a loro fossero più per lei».