Un po’ di silenzio, per favore (o per forza)

Manifesto per il silenzio di Stuart Sim (Feltrinelli, pagg. 190, euro 15, trad. Adele Oliveri) racconta il «rumore bianco»: quel nostro vivere quotidiano coccolati in un continuo frastuono, un bombardamento di stimoli acustici che hanno troppo spesso come unica strada il vicolo cieco del vuoto pneumatico. Il grande merito di questo «manifesto» è il continuo e affascinante rimando ad altri saggi e romanzi. Senza la freddezza di un ipertesto ci fa scoprire a ogni pagina autori o testi dimenticati. Come il breve e vigoroso saggio Il silenzio scritto da Aldous Huxley nel 1946. Quando Huxley, profeta non solo delle «porte della percezione», per primo scrisse di «un frastuono prefabbricato nelle nostre case»: tv e radio «clisteri emotivi giornalieri e perfino orari».