Un po’ di Viagra può far bene pure ai moralisti

Lunga vita a Milano! Lunga vita affettiva e sessuale agli anziani milanesi! Il punto esclamativo indica un augurio, un sospiro di speranza, ma anche una gioiosa realtà. I nostri «diversamente giovani» hanno spostato in là l'orologio, la mente e il corpo. Nel 1900, un secolo fa, l'aspettativa media di vita era di 40 anni, oggi di 80. E allora, dovremmo vivere fino a 80 anni e più dimenticandoci del nostro corpo? Il corpo protesterebbe, come le donne di Buenos Aires che fecero lo «sciopero del paniere» contro i mariti. E il «paniere» era proprio quella cosa lì.
Donne e uomini oggi vogliono non solo vivere a lungo, ma vivere bene, in salute e bell'aspetto. Parrucchiere e massaggi possono anche essere superflui, se non si ha il pane, ma mettere insieme il pane con le rose vuol dire essere felici. Amare qualcuno, a ogni età, vuol dire essere felici. Spianare le rughe è sentirsi più vivi, ma fare l'amore anche con le rughe è ancora più bello.
Gli anziani di Milano, quando vanno in vacanza, si fidanzano. La domenica, ballano. Le due beauty-farm che abbiamo aperto per le persone anziane, sono sempre affollate. Alla «prima» della Scala, che anche quest'anno proietteremo dal maxischermo del teatro Dal Verme, litigano tra loro, perché ci sono «solo» mille posti. Vanno in piscina, al cinema e a teatro. Le signore si lamentano perché non è sicuro per loro uscire sole la sera (le aiuteremo, bilancio permettendo).
E a tutte queste persone - 220mila settantenni - vogliamo negare il diritto a un'affettività espressa anche con il corpo? Proprio no. Ben vengano il Viagra, il Cialis e le punturine, medico permettendo, ovviamente. Il problema è semmai economico, perché si tratta di prodotti costosi e (per ora) non mutuabili.
E al diavolo i «benaltristi»: con tutti i problemi che ci sono, eccetera. Stiano tranquilli, gli altri problemi li risolviamo ogni giorno, a maniche rimboccate. Un consiglio ai moralisti e ai benaltristi: un po' più di affettività farebbe bene anche a voi, sareste più felici e meno brontoloni.
*Assessore ai Servizi sociali