«Pochi centimetri e avrebbe potuto morire»

Milano«Se fosse capitato sull’occhio, avrebbe perso il bulbo oculare. Che vuol dire cecità, un danno gravissimo». Il professor Alberto Bozzetti è direttore di chirurgia maxillo-facciale all’ospedale San Gerardo di Monza. Una diagnosi condivisa dal medico personale del premier, Alberto Zangrillo, che ha precisato anche: «Il trauma cranico poteva avere conseguenze irreversibili, anche le più estreme. Gli è andata molto bene». Un epilogo fortunatamente evitato come spiega il professor Bozzetti.
E se la statuetta fosse arrivata sulla tempia?
«Con un trauma del genere può succedere di tutto. Se la forza si scaricava sulla testa, ci sarebbero stati grossi danni al capo. O all’occhio, o allo zigomo e ai denti. L’unica cosa che si può dire è che è stata una fortuna che le cose siano andate così».
Se la botta fosse arrivata all’altezza dell’occhio, quindi, le conseguenze per la salute del premier sarebbero state ben diverse?
«Un colpo portato in quella sede che provoca la rottura del setto nasale può portare alla frattura dell’occhio e quindi alla perdita della vista. Ci è andato vicinissimo».
Senza contare che Massimo Tartaglia è riuscito a prenderlo solo di striscio e non in pieno viso.
«Proprio così. Se tutta la forza si fosse scaricata sulla faccia del premier, da qualche parte ci sarebbero stati danni maggiori. Anche se è difficile dire con precisione quali, non è ipotizzabile. Ma avrebbe potuto rompere anche lo zigomo e si sarebbe dovuto operare».