In pochi disponibili a fare parte della squadra dell’ex prefetto, costretto ad «arruolare» politici. L’operazione non piace ai partiti della sua coalizione che lo bloccano Cartellino rosso per la lista civica di Ferrante Fumagalli (Sdi): «Così non r

Bufera anche sui 40 comitati nati per sostenerlo: gli alleati non sapevano nulla

Gianandrea Zagato

La società milanese non vuole saperne di scendere in campo inquadrata nella lista civica di Bruno Ferrante. L'ex prefetto di Milano non riesce a convincere la società civile della bontà del suo programma elettorale e così non gli resta che aprire il suo raggruppamento ai politici, fare cioè una lista civica aperta alla politica. Spuntano così le candidature dell'ulivista Giovanni Colombo e degli esponenti della Margherita Roberto Caputo e Marco Granelli passando per quella dell'ex sindacalista Uil Amedeo Giuliani. Shopping che coinvolge pure Italia dei valori e Sdi, con tanto di consiglieri uscenti lusingati dalla possibilità di fare «squadra» con Ferrante per dare l'assalto a Palazzo Marino. Peccato però che questa campagna acquisti compiuta di nascosto non sia affatto gradito ai partiti dell'Unione. «Stop alla lista Ferrante» è infatti l'invito lanciato dallo Sdi: «La logica della lista civica di Ferrante non può essere quella di portare via voti all'Unione, semmai quello di recuperare voti tra la società civile e nel centrodestra». Virgolettato di Sergio Fumagalli che ricorda quasi pedissequamente all'ex rappresentante dello Stato quali sono le regole del gioco. Memoria che il segretario regionale dello Sdi completa con un'indiscrezione sulla risposta dei potenziali consiglieri comunali a Ferrante: «Alcuni hanno mostrato semplice interesse e offerto una vaga disponibilità altri imbarazzati hanno risposto "no grazie"». Come dire: le persone contattate «dichiaratamente appartenenti a forze politiche legate nell'Unione» non hanno alcuna voglia di comporre quella lista civica che, fino ad oggi, vede quindi solo la candidatura dei supporter di sempre ovvero di Carlo Montalbetti, auto-segretario dei comitati di quartiere, di Mario Furlan dei City Angel e dell'economista Marco Vitale. Ma attenzione il piano di Ferrante rivela anche la volontà di schiacciare la Margherita, che nelle primarie non si era certo spesa come i Ds nel sostegno all'ex prefetto. Spiega dei mal di pancia dei margheritini che, venerdì, al tavolo dell'Unione, si dicono dunque pronti a dar battaglia per «accelerare i tempi di definizione di un'agenda che temporalizzi al più presto le questioni irrisolte». Nota di chi pretende una risposta pronta e veloce sulla lista unitaria Ds-Margherita «per una partenza immediata delle iniziative elettorali». Nodo da sciogliere che s'aggiunge a quello dei punti programmatici su cui c'è sempre più nebbia e, soprattutto, non c'è stato ancora un confronto. La prova? La decisione di far nascere quaranta comitati pro Ferrante coordinati da Montalbetti, iniziativa mai presentata agli alleati che pure di questo chiederanno conto a Ferrante e al suo staff.