«Pochi e stanchi», occupanti verso la resa

Da una settimana bloccano venti corsi

«Siamo stanchi e sempre di meno», dice una ragazza castana al microfono. «È inutile nascondercelo: le 80 persone che lavorano e dormono qui da una settimana sono esauste», aggiunge il collega, capelli biondi raccolti dietro la nuca. Da qui la decisione: terminare l’occupazione domani, pulire aule e corridoi nella notte e tornare a far lezione lunedì mattina, dopo aver distribuito un volantino con il bilancio della protesta.
Una resa? Tra gli occupanti c’è chi vorrebbe continuare. «Aspettiamo domani, a Roma si incontrano gli occupanti degli altri atenei, potrebbero esserci novità», dice un studentessa davanti ai 300 ragazzi arrivati all’assemblea delle 15. «Mettiamo a punto un documento di chiusura, poi decidiamo se andarcene», aggiunge un ragazzo. Ma la decisione è presa: c’è il «sì» pronunciato dall’assemblea, si smobilita.
Prima, però, gli studenti che da una settimana stanno bloccando le lezioni (venti corsi interessati, 600 studenti ai quali ogni giorno era impedito di seguirli) vogliono organizzare un’assemblea aperta alla città nel pomeriggio di domani. «A tutti i milanesi», dicono. Gli occupanti ieri hanno ospitato nei loro incontri operai e artisti (tra questi Bebo Storti, comico e consigliere regionale dei Comunisti italiani). Per oggi e domani, invece, non sono stati organizzati concerti o convegni nelle aule occupate. «C’è da mettere a punto il comunicato di fine occupazione», dicono i ragazzi. «Abbiamo chiesto a Paolo Rossi e Lella Costa di intervenire alle prossime assemblee - raccontano -. Vediamo che cosa ci risponderanno». E ci si interroga ancora sul modo migliore per uscire dalla protesta. «Occupiamo un altro spazio, più piccolo, qui alla Statale», dice qualcuno. «No, meglio occupare uno stabile e trasformare in ostello autogestito per i fuori sede», azzarda un ragazzo.
Ma la realtà è quella della smobilitazione. Gli studenti, in un comunicato serale, hanno spiegato di voler eleggere una delegazione che porterà al rettore delle richieste: «Una presa di posizione contro la legge Moratti (già espressa, ndr); uno spazio permanente per continuare il confronto anche su temi come guerra, cpt, diritto alla casa; un’assemblea plenaria». Enrico Decleva, il rettore, finora ha condannato duramente l’occupazione. «Vi partecipano troppi estremisti di sinistra - ha detto - molti dei quali esterni all’università». «Gli esterni sono un’esigua minoranza che porta cultura e informazione» ribattono gli occupanti. Come il volantino-appello per non applicare il carcere duro ai «compagni» coinvolti nelle inchieste sulle Br-Pcc comparso giovedì in ateneo.
Ma la situazione, anche sotto questo aspetto, sembra calmarsi. Ieri si è discusso delle minacce rivolte ai ragazzi di Obiettivo studenti, la lista vicina a Cl, ai quali si era cercato di impedire di distribuire un volantino contro l’occupazione. «Abbiamo sbagliato, bisogna dialogare con tutti», ha detto coraggiosamente un ragazzo. Segno che il clima sta tornando alla normalità.