Pochi figli? Gli uomini lavorano troppo

«Si sposano tardi». Linus: bello diventare papà a 39 anni

Giovanni Buzzatti

Donne in carriera responsabili della crisi della famiglia? Non è proprio così. Se si fanno pochi figli la colpa è soprattutto degli uomini.
A spiegarlo è una ricerca che Alessandro Rosina, docente dell’università Cattolica, ha condotto insieme agli esperti dell’Istat e che è stata presentata ieri all’ateneo di Largo Gemelli. «Finora ci si era concentrati soltanto sulle donne - racconta il docente-. Questa ricerca è servita ad aggiustare il tiro: se la natalità in Italia è bassa dipende soprattutto dagli uomini. E la cosa è ancora più evidente a Milano, dove la quota di single è più alta che altrove e si diventa padri più tardi». Ma c’è chi ricorda che diventare papà non proprio giovanissimi ha anche dei vantaggi. «Quando è nato il mio primo figlio avevo 39 anni - racconta Linus, la voce di Radio Deejay -. A quell’età si affronta meglio, con più consapevolezza la paternità e spesso si ha più tempo da dedicare alla famiglia».
La ricerca parla però di «paternità inceppata» in Italia e a Milano in particolare. Si distingue tra il primo e secondo figlio anche se la parola che ricorre di più per spiegare l'atteggiamento degli uomini è «ritardo»: «Lasciano mamma e papà più tardi rispetto agli altri europei, fanno più fatica a trovare un lavoro stabile e una casa, tutte cose che rallentano l’arrivo al matrimonio quindi al primo figlio» spiega ancora Rosina.
Lo confermano i dati: il 75 per cento delle donne ha il primo figlio prima dei 35 anni, percentuale che per gli uomini scende al 50. Non è solo un fatto biologico. (...)