Pochi voti e tanti dubbi

È stata piuttosto bassa l’affluenza al voto nella domenica elettorale a Roma. Alle 22 di ieri nel Comune aveva votato per la Camera il 62,3 per cento degli aventi diritto (nel 2006 era stato il 67,4). Per le comunali l’affluenza è stata del 57,1 (nel 2006 era stata del 46,9) e per le provinciali del 57,2 (nel 2003 fu il 39,5). Il dato totale per le provinciali è del 60,5. Le operazioni si sono svolte in modo piuttosto tranquillo, ma non sono mancati episodi dubbi.
Schede non date e schede «bucate».
L’attenzione nei confronti di possibili brogli è alta, e Forza Italia ieri ha raccolto molte segnalazioni di anomalie. Per esempio la mancata consegna di schede per il Senato a elettori che ne hanno diritto. «Un fatto grave - dice il coordinatore di Forza Italia nel Lazio, Francesco Giro - perché al Senato l’attribuzione del premio di maggioranza in questa regione è incerto e quindi decisivo per l’esito finale delle elezioni nazionali». Le anomalie si sarebbero verificate nei Municipi XVI e VI: uno in particolare avrebbe coinvolto un uomo di 70 anni alla sezione 1412 in via Donna Olimpia 45. In almeno due differenti zone della città, al seggio 764 in via Siculiana al Collatino e al seggio 2245 in via Malvano in zona Corso Francia, alcuni elettori avrebbero trovato le schede bucate proprio in corrispondenza del simbolo del Pdl. In entrambi i casi i presidenti di sezione avrebbero preso nota dell’anomalia senza però sostituire le schede.
Gli elettori «scomparsi».
Un altro episodio sconcertante ha riguardato una donna che si è presentata nella sezione elettorale indicata sulla tessera elettorale, in via Casalotti 87B, ma lì ha scoperto di non essere nella lista degli elettori. La donna ha girato tutte le sezioni del plesso scolastico fino a trovare il suo nome in una scuola vicina. Il disservizio avrebbe riguardato molti elettori, alcuni dei quali hanno finito per rinunciare al voto. Stessa cosa è accaduta in una sezione in via Giorgio Del Vecchio nel XVIII municipio.
Dal Pd propaganda illecita.
Un’altra ombra sulla regolarità del voto l’ha gettata Loredana De Petris, senatrice dei Verdi, che ha denunciato come per tutta la notte che ha preceduto il voto e nella mattinata di ieri il Pd abbia inviato una pioggia di sms si propaganda elettorale. «Anche a me - riferisce in una nota De Petris - sono arrivati diversi messaggi in cui si leggeva “Loredana, è indispensabile vincere nel Lazio al Senato, pertanto ti chiedo il voto al Pd su tutte e 5 le schede. Firmato Nicola Galloro”. Si tratta - osserva la senatrice dei Verdi - di gravissime violazioni del silenzio elettorale imposto dalla legge».