Poco «salata» l’acqua di Giannutri

Il tono era inflessibile, la richiesta inedita: «Vi prego di non farmi sconti, applicate il massimo della sanzione». Così, per non incorrere in privilegi di casta, Gianfranco Fini (nella foto) pretendeva di scontare la «pena massima» per l’immersione subacquea vietata nelle acque di Giannutri, a fine agosto. «Mettetemi in conto tutto», insisteva con i due ufficiali del Corpo forestale. Si aspettava 2mila euro, e quando gli hanno notificato il verbale è rimasto deluso: la multa massima - «ahilui» - si limitava a 206 euro a testa, per la coppia. Inutile dunque il passaggio dal «non pago, lei non sa chi sono io!» dei vecchi politici, a questo «voi sapete chi sono... fatemi pagare di più». Per Fini l’acqua toscana non era abbastanza «salata».