Poco spettacolo, ma grazie Checco

La Magica doveva vincere per non gettare alle ortiche l’ultima, flebile chance di restare legata al «sogno Champions». Pratica svolta e spazio ai sorrisi: poco spettacolo, sia ben chiaro, ma posta in palio arpionata e messa in cassaforte. Questo voleva Spalletti, questo è avvenuto. Grazie a «Checco», al secolo Francesco Totti, capace di sacrificarsi per l’ennesima volta, di schivare i «calcioni» di Castellini e di realizzare due rigori di platino che regalano sogni e companatico. Capitano, mio capitano. Nonostante un ginocchio malconcio, una condizione precaria e una valanga di «gufi» che ti vorrebbero già in pensione hai reso meno «drammatiche» le vittorie di Genoa e Fiorentina, duellanti a caccia di gloria internazionale. Un consiglio, però, in questo incandescente finale di stagione, vorrei proprio lanciarlo a Luciano Spalletti: è inutile continuare a «rianimare» il moribondo 4-2-3-1. La crisi giallorossa sulle corsie esterne è palpabile e da far tremare i polsi. Meglio guardare in faccia la realtà. L’ennesimo «massaggio cardiaco» fatto dal tecnico toscano al caro, vecchio assetto tattico, non ha prodotto gli effetti sperati. Puntiamo al sodo, cari miei: meglio mettere tre uomini davanti alla difesa e puntare al derby con gli «aquilotti» in crisi, ben coperti e blindati. D’altronde l’avvio di stagione alla «camomilla», affrontato con l’autolesionistico 4-2-3-1 (messo in naftalina allo scoccare di Roma-Chelsea con la nascita del rombo...), avrà pur dimostrato qualcosa, no? Meditate gente, meditate.
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