Podestà: «Così l’Udc tradisce i suoi elettori»

MEMORIA CORTA Adesso il presidente del Pd «scorda» i giudizi taglienti di Marcora contro di lui

Cinque anni fa per raccattare voti Filippo Penati passò una seratina al Leoncavallo. Risultato? La sua giunta ha spesso e volentieri sostenuto le attività del centro sociale arrivando persino a offrirgli il premio Isimbardi. Oggi l’inquilino di via Vivaio per «restare aggrappato sceglie come alleato Daniele Farina, portavoce del centro sociale» dice Guido Podestà. E proprio il duo Penati and Farina ringrazia l’Udc per «non aver lasciato gli elettori liberi di scegliere» continua il candidato Pdl e Lega. Già, «l’Udc milanese che si schiera con me, che sceglie di appoggiarmi viene commissariato» denuncia Guido Podestà: «Scelta incomprensibile, dopo che a Cinisello ci siamo apparentati, che a Sesto l’Udc appoggia il Pdl e che sono positive le esperienze di governo in Comune e Regione». Come dire: «I valori dell’Udc hanno ancora un significato o sono un’accozzaglia di tipo elettoralistico?».
Interrogativo che trova risposta nei virgolettati dell’applauso di Penati e dei suoi pasdaran: «Dopo il ballottaggio si apre una prospettiva di confronto politico su temi come la famiglia e le protezioni sociali e i costi della crisi» chiosa il candidato della sinistra. Che, adesso, preferisce non commentare i giudizi taglienti dati in campagna elettorale su di lui da Enrico Marcora dell’Udc: «Occorre dimezzare i costi che finora Penati ha fatto gravare sulle tasche dei cittadini», «occorre realizzare le grandi opere finora bloccate», «nasconde una scarsa attività amministrativa fatta più che altro di slogan». Sì, avete letto bene: valutazioni firmate dal candidato sindaco dell’Udc sull’operato di Penati e pure, nell’ultimo caso, sull’«ingiustificato» attacco che Penati fece al prefetto di Milano pochi giorni prima del voto sul fronte della sicurezza.
Evidente, dunque, che così «l’Udc tradisce i suoi elettori» osserva Podestà: «La stragrande maggioranza degli iscritti e degli elettori la pensa come il segretario milanese dell’Udc che il segretario nazionale ha rimosso». E mentre Stefano Maullu osserva che «questa decisione dà il senso di quanto poco i vertici romani conoscano la realtà dell’Udc ambrosiano», Andrea Mascaretti è convinto che «l’elettorato Udc non darà neppure un voto a Penati che nella sua giunta aveva dato le deleghe del Lavoro e della Famiglia agli assessori di Rifondazione comunista». Intanto, un buon numero di dirigenti Udc si prepara a uscire dal partito di Pierferdinando Casini e a far campagna elettorale per Guido Podestà. E Penati? Che fa? Stasera elabora strategie politiche con l’ex sessantottino Daniel Cohn-Bendit dà manforte a Penati. Sostegno che solleva non poche polemiche: organizzazioni cattoliche minacciano iniziative di protesta perché Cohn-Bendit è da sempre sostenitore della liberazione sessuale dei bambini.