Podestà «Una finta elettorale, a braccetto se conviene»

Guido Podestà non mostra di avere il minimo dubbio: «È una finta elettorale, un copione già scritto, un insulto all’intelligenza dei cittadini». Il candidato del Pdl alla presidenza della Provincia fa il paragone con la scelta compiuta da lui e dal suo partito, ovvero un’alleanza con la Lega da subito: «Sarebbe rispettoso verso gli elettori che dicessero: “Abbiamo fatto uno sforzo di sintesi e questo è il programma comune con Rifondazione comunista”. I cittadini non si meritano di essere presi in giro ed è evidente a tutti che tornerebbero ad allearsi alla prima occasione in cui c’è da spartirsi qualche poltrona». Da qui l’appello del candidato azzurro ai cittadini chiamati al voto: «È una sfida da vincere al primo turno, senza andare al ballottaggio». Se Penati arrivasse al secondo turno, infatti, potrebbe coalizzare intorno a sé una percentuale di voti più consistente.
Podestà non accetta il paragone tra il divorzio di Penati dal Prc milanese e quello compiuto da Walter Veltroni alle politiche del 2008, quando il Pd ha scelto di non allearsi con i comunisti: «Penati e Rifondazione hanno coabitato litigando tra di loro per cinque anni, hanno posizioni completamente distoniche. Li tiene insieme una sola cosa e cioè la logica del potere». Situazione che - aggiunge Podestà - ha ripercussioni concrete: «La logica del potere li ha tenuti insieme ma i veti ora dell’uno e ora dell’altro li hanno paralizzati. Penso alla infrastrutture bloccate, prima di tutto, ma anche alla politica di controllo dell’immigrazione».
In ogni caso, Podestà ritiene che sia una specie di simulazione: «Hanno condiviso lo stare sulla seggiola, ora manca un mese e fingono di separarsi. Saranno costretti a riunirsi per arrivare al ballottaggio, torneranno a braccetto appena si rivelerà nuovamente utile, Prc farà da stampella. Prendono in giro i cittadini, fingono di essere destinati a strade diverse ma è una commedia, anzi l’atto più scontato che poteva esserci nella commedia». L’obiettivo, aggiunge il candidato del Pdl, è «presentare un candidato di Rifondazione per dire che Penati è un moderato, un uomo di centro. Ma se ha messo a disposizione case per i rom e ha criticato i militari che aiutavano le forze di polizia a presidiare il territorio! È sempre ambivalente e strumentale».