Podestà frena sulle primarie: «Non è detto che vinca il migliore»

Il coordinatore regionale di Forza Italia è favorevole alle centrali nucleari sul territorio lombardo. «Ci garantirebbero l’autonomia energetica»

Guido Podestà è stato nominato coordinatore regionale azzurro in un momento in cui nella stanza dei bottoni c’è da pigiare dappertutto. Sono in ballo il rimpasto in Regione («ne ho parlato con Formigoni e accadrà a breve») e in Comune («credo che il sindaco abbia interesse a continuare a lavorare con la squadra che ha»), la legge speciale sull’Expo e appuntamenti elettorali tra i quali le Europee e le provinciali 2009. Dettagli non secondari: lui è europarlamentare ed è il candidato azzurro indicato da Berlusconi per sfidare Penati.
La Lega vorrebbe il prossimo consiglio dei ministri a Malpensa. Che ne dice?
«Lo farei a Milano come sede dell’Expo. Dopo Napoli mi sembra il luogo più giusto. Riunire il consiglio dei ministri a Malpensa è più un’idea polemica che di riflessione. Scegliere Milano significa dare peso al successo del modello milanese e lombardo che ha ottenuto l’Expo. Si è arrivati all’Expo per quel che c’è stato prima, non è stato premiato il nome Moratti né Milano ma il buongoverno di tutti».
Come va gestita l’Expo? Chi dovrà comandare?
«Non va bene la logica Milan-Inter. Serve una società alla quale partecipino tutti ma con unità gestionale. Per questo, per superare la burocrazia e la complessità delle norme, servono i poteri decisionali da commissario che chiede la Moratti. D’altra parte l’Expo è stata firmata dallo Stato. Milano ha un’area piccola, Linate è in territorio di Segrate, Malpensa in un altro Comune e quindi il ruolo da comprimario della Regione è fondamentale. Così come quello della Provincia».
La Lombardia dovrà ospitare una centrale nucleare?
«Penso che sia inevitabile avere una centrale in Pianura Padana, e sarebbe positivo costruirla in Lombardia perché ci garantirebbe l’autonomia energetica. L’Ue ci obbliga entro il 2020 a ridurre del 20 per cento le emissioni di CO2 e a portare al 20 per cento le fonti di energia rinnovabili. Il nucleare è una di queste fonti».
Sulle infrastrutture sono necessari poteri speciali alla Regione?
«Arriviamo con un ritardo straordinario e se la Regione avesse avuto i poteri straordinari in questi quattro anni, non sarebbe stato possibile alla Provincia bloccare tutto e perdere quel che di positivo aveva fatto la Colli. La maggioranza di Penati è stata condizionata da ambientalisti e ultrasinistra che hanno fermato tutto. Adesso puntiamo sulle elezioni per ripartire».
In molti chiedono le primarie per la Provincia.
«Il tema delle primarie non si può proporre in modo generico, per un’elezione e non per un’altra, e senza specificare con quali regole. Se le facciamo per la Provincia, allora vanno fatte anche per la Regione, dove si vota tra due anni. E poi bisogna decidere se farle tra gli iscritti oppure tra tutti coloro che mettono un euro, come ha fatto Prodi... Vedremo nella stesura dello Statuto».
Non sembra molto favorevole. Paura di perdere?
«Berlusconi ha avuto la cortesia di indicarmi e io sono disponibile. Non ho timore di misurarmi e quando l’ho fatto finora ho sempre vinto la sfida. Il mio è un ragionamento di principio. Con le primarie, piccoli gruppi coesi riescono a portare ai seggi gli elettori, ma poi emerge il soggetto che ha più chance di vincere? o quello che è in grado di governare meglio?».
Si riferisce alla Maiolo, a Cl, a tutti?
«Non è serio invocare semplicemente le primarie. È un meccanismo che deve essere regolato e che può portare a scelte che non sono le migliori né le più democratiche. La logica migliore è quella di squadra: se ho tre ottimi mediani e nessuno in attacco, prendo il migliore dei mediani e lo metto in attacco».
Podestà preferisce fare il mediano o l’attaccante?
«Mi piace lavorare in Europa e per il partito. Sono felicissimo di guidare Forza Italia in Lombardia. Ma se nell’interesse della squadra serve che mi candidi per Palazzo Isimbardi lo farò. Non vale solo la logica delle primarie che propone la Maiolo».
In pista c’è anche De Corato.
«Tutti hanno diritto a candidarsi. Decideranno i responsabili di partito e la scelta farà parte di accordi che si prenderanno in un momento determinato. La Regione Lombardia andrà alla Lega? E la Provincia di Monza?».
In Forza Italia qualcuno vorrebbe candidare alla Provincia il capodelegazione della giunta comunale, Giovanni Terzi. Che ne pensa?
«È una persona con cui ho un rapporto cordiale, anche se recente. Ha un assessorato adatto a una persona giovane quale è lui. Sta facendo bene».