Podestà ha fretta: «Per il nuovo Pdl non bastano gazebo È ora di congressi»

Milano«Tutta questa antipolitica contro la casta e gli sprechi fa male a tutti i partiti. Non solo al Pdl. E chi ci guadagna sono i poteri forti che fanno attività di lobby». Guido Podestà (nella foto), presidente della Provincia di Milano, è stato vicepresidente del parlamento europeo e coordinatore regionale del Pdl in Lombardia.
Ammetterà che oggi non è facile avvicinarsi ai partiti.
«Io dico solo che se non ti interessi di politica, è la politica a interessarsi a te».
Ma il partito dell’astensione oggi è maggioranza.
«Basta con i gazebo ad aspettare la gente, oggi è il politico che deve andare a cercare il cittadino. Per parlargli e convincerlo».
E che c’è da dire?
«Che la crisi è globale e che non può essere solo colpa del governo Berlusconi. Che in un mondo globalizzato se Obama starnutisce, l’Italia prende il raffreddore. Che senza un governo solido come quello del centrodestra, le cose sarebbero andate molto peggio».
Come si esce da questa crisi di sfiducia?
«Richiamando tutti a un nuovo impegno nella politica».
Nel Pdl sono partiti i tesseramenti, arriva anche la stagione dei congressi?
«La stagione dei congressi era già pronta un anno fa. Poi la scissione di Fini l’ha posticipata. Ora è il momento».
Difficile farli prima dell’anno.
«Bisogna farli presto per tornare a far venire alla gente la voglia di far politica. Anche di criticare, ma di portare un contributo».
Si dice che nel Pdl siano già spuntati i signori delle tessere.
«Ma quali signori delle tessere. C’è solo gente che sacrifica il suo tempo libero per andare a parlare con i militanti. A spiegare loro perché c’è bisogno di rilanciare il partito. L’altra sera ho incontrato 60 persone che rappresentano ognuna un gruppo, questa sera 40 giovani».
C’è chi ha chiesto mille moduli, il rischio è di falsare i congressi.
«Nessun rischio. Per votare bisogna essere presenti e alzare la mano. L’unico rischio è rimanere chiusi nel partito degli eletti, basta doppi incarichi. Apriamo la base dirigenziale a nuovi nomi».
Nel Pdl le correnti si fanno la guerra.
«Inevitabile ci siano delle aggregazioni. Anche scontri, ma questa è la democrazia».
Bisogna eleggere anche i coordinatori regionali?
«Se vogliamo davvero voltare pagina, devono essere scelti secondo le regole della democrazia. L’ha chiesto Angelino Alfano».