LA POESIA NON SALVA DALL’ABBANDONO

«Taci, anima stanca di godere /e di soffrire (...)», per me, per generazioni prima e dopo di me, è un incipit come «Nel mezzo del cammin di nostra vita», che non ricordi più nemmeno quando l'hai ascoltato la prima volta, è dentro di te e basta e si contrappone al montaliano «Meriggiare pallido e assorto»: insomma nel gioco a squadre, se sai a memoria quei versi, vuol dire che tu stai con Sbarbaro.
Così, quando l'altra sera, la voce di Omero Antonutti ha scolpito e levigato nell'aria «Taci...», ho sentito una profonda complicità tra me e chi sedeva accanto a me all'Auditorium Montale e ho apprezzato la fatica di Giorgio Devoto, assessore alla Cultura della Provincia di Genova che, con ostinazione, si è battuto per realizzare la splendida e rara mostra sui «Licheni» di Sbarbaro al Museo di Storia Naturale, una tavola rotonda e la serata a cui accennavo.
Ma mentre ero lì che aspettavo il «Taci...», il mio sguardo vagava per la sala tenuta in condizioni da oratorio parrocchiale: (...)