La poesia del popolo del Giornale

Interventi sul «Muro dei Grifoni» e cartoline dal mare, chi legge queste pagine riesce spesso a commuoverci

(...) inni d’amore al Calcio. Che poi è il calcio del Genoa di oggi e di Gian Piero Gasperini, concetti equivalenti a quello di Calcio. Si legge del piacere di divertirsi allo stadio, del pensare positivo, del sorridere, del mettere la propria professionalità - qualsiasi lavoro si faccia - anche in quello che si scrive. E dove lo si scrive. Lo specchio più bello di una città diversa, al di là dei colori sportivi e del tifo. Si legge il piacere anche di dissacrare, con ironia, i soloni che pontificano solo in una direzione, perchè non possono pontificare sugli intoccabili, quelli che «un giocatore come Paci vale venti punti in più in classifica» e quelli che «la vicenda Vieri è stata trattata nel migliore dei modi».
Sui giornali, sugli altri giornali intendo, spesso emerge solo la Genova delle lobby, quella che - indipendentemente dalla fede politica e calcistica che professa - è del colore del pensiero unico, dei salotti radical chic, la Genova del maniman e dei Maniman. Sul Muro (e, se permettete, sul Giornale), c’è un’altra Genova. Che è la Genova vera: che - anch’essa indipendentemente dalla fede politica e calcistica che professa - lavora, che produce, che sopravvive anche senza commesse o aiuti pubblici, che non bacia la pantofola a nessuno perchè ha qualità e capacità professionali che non comportano baci di pantofola.
Ecco, ieri, leggendo l’apprezzamento di questo popolo (che, ovviamente, corrisponde solo in parte o, addirittura, in minima parte a quello del Giornale), mi sono commosso. Anche perchè - l’ho già raccontato - eravano «nemici», ci siamo parlati, ci siamo conosciuti e ci siamo ri-conosciuti. Siamo diversi, ma della stessa pasta. Pasta buona. E leggere che, grazie al «Muro», persino dal Brasile, Alessio ci ha mandato la sua dichiarazione d’amore per il Calcio (il calcio di Gasperini), coincidente con la nostra, ci ha fatto venire la pelle d’oca. In una parola, poesia.
Il resto, viene di conseguenza. È poesia il nostro viaggio nei piaceri dei sensi, dalla cura del corpo alle passeggiate nel Basso Piemonte, ed è stata poesia il racconto dei pomodori di Cervo Ligure, fatto dalla nostra Maria Vittoria Cascino dopo un articolo di Piero Citati su Repubblica. Se c’è qualcosa che invidio a Repubblica è Citati e, soprattutto, è Citati quando parla di Cervo Ligure e dei piaceri della sua infanzia. Racconti fatti di parole sdrucciole, di frasi dolci, di ricordi commoventi, ma senza rischi di diabete dialettico. Un po’ come il Calcio di Gasperini. Un po’ come certi messaggi sul Muro. Un po’ come le pagine di questo Giornale, certo.