Per un poeta morto



La folla sgretolata della feria d’agosto,
una babele di morti venture
in paesi lontani,
un calpestio su tombe
colme di vuoto a Santa Croce,

ed ecco che sorge alla mente
il tuo nome, Paul.

È il suono di un gesto
quando nelle crepe del Caos premi
la calce della tua parola, quando
dal tuo cuore aperto come una cava
stacchi i blocchi del tuo canto.

Allora tra le palpebre il sole
ci guarda di nuovo, sul muro
compare l’ombra di una rosa.