Poggi e il ragtime tutti da ballare stasera in Galleria

Musicista poliedrico e grande interprete di ragtime. È Cesare Poggi, che si esibirà questa sera all’Ottagono, in Galleria Vittorio Emanuele. Da giovane concertista specializzato nell’esecuzione delle opere di Domenico Scarlatti, alla folgorazione per il ragtime. A livello internazionale Poggi è unanimemente considerato il miglior pianista italiano di questo genere, nato a Sedalia, nel Missouri. Qui vi era nato Scott Joplin, uno dei fondatori del ragtime. È una sorta di miscuglio tra musica classica e jazz, anche se di quest’ultimo manca di una delle componenti principali, l’improvvisazione. Lo stile pianistico pesca a piene mani dai classici, su tutti Schubert, Chopin e Liszt. L’ambiente culturale in cui si è sviluppato il ragtime è decisamente variegato: dai saloon pieni di ubriaconi alle prestigiose sale da ballo di città come Memphis, Kansas City, New Orleans e Saint-Louis.
Innamoratosi del jazz fin dagli anni sessanta, Poggi nel 1970 ha iniziato la sua attività tenendo concerti in Italia e all’estero. Negli Stati Uniti ha partecipato ad eventi e festival, rappresentando l’Italia al «Ragtime festival of Sedalia-Missouri» e allo «Scott Joplin festival». Nel frattempo ha anche scritto tre libri e composto diverse colonne sonore cinematografiche. Non solo, tra una nota e l’altra si è potuto dedicare alla sua seconda passione, dopo il pianoforte: il poker. Un gioco nel quale si cimenta da parecchi anni e con successo, persino a livelli professionistici.
Nel concerto di stasera Cesare Poggi si presenterà con un eccezionale repertorio a tutto campo: nella prima parte dell’esibizione il programma prevede l’esecuzione di «Canadian capers», di Herry Cohen, «Bethena original rags», di Scott Joplin, «Kitchen tom», di Eubie Blake, «Temptation rag» di Henry Lodge, «Echo of spring» di The Lion Smith, «King porter stomp» di Jelly Roll Morton e, dulcis in fundo, della celeberrima «Rapsodia in blu» di George Gershwin. Nella seconda parte dell’esibizione ci sarà spazio per «Berceuse Ballata in sol minore» di Fryderyk Chopin, «Tre invenzioni» dello stesso Poggi, «Hymn to freedom», di Oscar Peterson e, in conclusione, «Birth of the Blues» di B.G. De Sylva.