Poi Boeri dimentica gli screzi e vola a Londra per un festival

Dopo lo strappo con il Partito democratico, o meglio con il gruppo dirigente del partito, Stefano Boeri (nella foto) vola a Londra per un week-end dedicato alla biodiversità. Messe alle spalle le accuse ai compagni di partito e l’intervento dal palco del Teatro Smeraldo dove sabato si è tenuta l’assemblea provinciale durante la quale ha chiesto un immediato «cambio di marcia, serio e tutti insieme, tra noi e nel rapporto con la città», l’assessore comunale alla Cultura ed Expo si è presentato alla Serpentine Gallery di Londra per partecipare alla «Garden Marathon», una due giorni internazionale dedicata ai progetti e alle idee realizzate o utopiche che abbiano a tema il verde nelle città. E non solo nelle città. Giardini, orti, prati, foreste.
«Parlerò dell’idea di una Milano della Biodiversità - aveva annunciato Boeri alla vigilia, forse anche per distrarsi un po’ e dimenticare una giunta Pisapia e un centrosinistra ormai balcanizzati - Una Milano che nel 2015 accolga i visitatori dell’Expo con un grande bosco perimetrale, cascine attive con mercati della terra, orti urbani e giardini di comunità in tutta la città». Molte belle idee da far digerire. Soprattutto al sindaco Pisapia che dell’Expo è il commissario straordinario per il governo. Oltre a Boeri, alla maratona londinese ha partecipato un vero e proprio parterre de roi con filosofi come Richard Sennet, musicisti come Brian Eno, artisti come Dan Graham e Jimmy Durham, paesaggisti come Charles Jenks e Adrian Geuze. «L’Expo dell’alimentazione - ha detto Boeri nel suo intervento - sarà un’occasione per trasformare Milano nella prima grande metropoli della biodiversità». Già ieri nel pomeriggio l’aggiornamento in diretta sul suo profilo Facebook. «Qui Londra, Hyde Park - ha scritto Boeri - La Serpentine Gallery, in mezzo al parco, piena di giovani per una Maratona di brevi interventi sulle Città Verdi. A fianco, nel parco, il bellissimo padiglione temporaneo progettato da Peter Zumptor, architetto svizzero. Torno a Milano con l’idea e la convinzione che il Pac possa diventare un luogo simile, prezioso scrigno di idee e arte. Magari gemellandosi proprio con Serpentine e altre Kunsthalle europee. Ci stiamo lavorando».