Poker di favoriti, Siniscalco e Draghi in pole

Tremonti insiste perché l’incarico si assegni secondo le norme in via d’approvazione

da Roma

Né Betandwin, che si occupa esclusivamente di scommesse sportive, né la britannica William Hill hanno inserito nei loro tabelloni le quote sul nuovo Governatore di Bankitalia. Occorre dunque affidarsi al totonomine domestico che, nella serata di ieri, vedeva «salire», un po’ a sorpresa, il nome di Domenico Siniscalco. Appaiato in testa Mario Draghi; e Vittorio Grilli a un’incollatura. Resta sempre in corsa la candidatura di Tommaso Padoa Schioppa. Sono questi i quattro nomi emersi nel primo giro di tavola, ieri, in Consiglio dei ministri.
Tempi e nomi. I tempi per la nomina del successore di Antonio Fazio dipenderanno non soltanto dal grado di consenso che si coagulerà intorno a un candidato. Giulio Tremonti insiste, e sembra con successo, perché l’incarico venga affidato con le nuove norme inserite nella legge sul risparmio che il Parlamento dovrebbe approvare fra oggi e venerdì. In queste ore, le trattative sono frenetiche, a tutto campo. Protagonisti il governo - segnatamente Silvio Berlusconi, il ministro dell’Economia e il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta - la maggioranza di centrodestra, l’opposizione di centrosinistra, il capo dello Stato, le banche (quelle che contano, naturalmente). Sullo sfondo, il lavorìo di poteri più o meno forti, di mediatori più o meno accreditati, i suggerimenti di veri o presunti saggi.
Come in una corsa al galoppo ad Haymarket, i cavalli si alternano alla testa del gruppo. Se lunedì sera guidavano Vittorio Grilli e Mario Draghi, con outsider l’economista Alberto Quadrio Curzio, ieri sera riprendeva la testa l’ex ministro dell’Economia Siniscalco. Il direttore generale del Tesoro in carica (Grilli) e il vicepresidente della Goldman Sachs (Draghi) restano tuttora in corsa, con l’appoggio di Tremonti. Lorenzo Bini Smaghi resterà alla Bce.
Ciampi con «TPS». Padoa Schioppa, gradito di sicuro da parte del centrosinistra e dalla struttura di Bankitalia, avrebbe ricevuto l’appoggio «pesante» del presidente Ciampi. A favore di Tipiesse, come è scherzosamente chiamato il banchiere bellunese, la lunga militanza in via Nazionale, dove è arrivato sino alla vicedirezione generale, e gli anni trascorsi a Francoforte nel comitato esecutivo della Banca centrale europea. Padoa Schioppa è anche primo, e di gran lunga, nelle preferenze di un gruppo di economisti sondati dall’agenzia Reuters, con nove voti, contro i quattro di Mario Draghi e i tre di Mario Monti. Staccati tutti gli altri. Con Padoa sarebbero schierate le banche, che per il momento rimangono gli azionisti di via Nazionale e dunque possono avere, anche se dietro le quinte, voce in capitolo. Contro il nome dell’ex della Bce, però, avrebbero fatto quadrato i partiti di maggioranza che vedono Padoa troppo vicino a Prodi e soci.
Torna «Dom». La candidatura di Domenico Siniscalco, che pure ottiene un solo voto nel sondaggio Reuters, ieri sera ha ripreso fiato. Più fonti, soprattutto politiche, indicano l’ex ministro dell’Economia come papabile. In questo caso sarebbe Tremonti a dover ingoiare il rospo: i due, che prima vivevano in simbiosi, non hanno ancora ricucito dopo i fatti dell’estate 2004 quando l’economista torinese venne chiamato a sostituire il Tremonti dimissionato. Lo scorso settembre, le parti si sono invertite, ma i dissapori ancora restano.
Udc con Draghi. Mario Draghi ottiene l’appoggio esplicito di Rocco Buttiglione, e quello sommerso del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Sull’uomo che fu direttore generale del Tesoro con ministri del calibro di Guido Carli e Carlo Azeglio Ciampi, e ora fa il vicepresidente alla banca d’affari Goldman Sachs di Londra, è però piombato nella serata di ieri il «no» di Roberto Maroni: per il ministro leghista «non c’è alcun accordo politico sul nome di Draghi, che a mio avviso non è il candidato giusto. Secondo me - aggiunge Maroni - il candidato migliore è Mario Monti, cercherò di convincere in questo senso i colleghi di governo». È fissato per domani un Consiglio dei ministri, e potrebbe essere l’occasione giusta per far emergere il nome, se vi sarà l’accordo nella maggioranza. Resta in piedi anche l’ipotesi di Vittorio Grilli, che tuttavia ottiene un solo voto nel sondaggio della Reuters. Sembrano invece sul viale del tramonto altre candidature che pure erano emerse autorevolmente lunedì, da quella dell’economista Alberto Quadrio Curzio a quella di Giuliano Amato. Non si può infine escludere che, in mancanza di intesa sul nome esterno, il governo decida di prolungare l’incarico a Vincenzo Desario, che da ieri regge ad interim Bankitalia.
La trattativa è in corso, i nomi non sono molti. A nome del centrosinistra, Francesco Rutelli si dice disponibile a lavorare per una soluzione bipartisan. Ma Prodi, alle domande dei cronisti, risponde: «Finora non ci è giunta alcuna comunicazione».