«Il poker? La mia “medicina” nei 4 mesi lontano dal calcio»

Gianluigi Buffon torna ad allenarsi dopo l’operazione alla schiena e i quattro mesi di stop. Ma quello che non ha mai smesso di fare è di coltivare la sua nuova passione, il poker, che lo ha portato anche diventare testimonial per l’Italia del più grande player mondiale nel business del poker sportivo: PokerStars. Per questo il Giornale, appena Buffon è tornato a farsi vedere a Vinovo, lo ha subito intervistato.
Il portiere più forte del mondo è tornato ad allenarsi: quanto ti è servito il poker, in questi 4 mesi di convalescenza, per distrarti e rilassarti in attesa del completo recupero fisico?
«Sicuramente il poker mi ha aiutato a passare le lunghe giornate di inattività, dopo due sessioni di fisioterapia e palestra quotidiane per sei giorni alla settimana una partita online la gioco volentieri».
Giochi preferibilmente su Internet, o con amici?
«Preferibilmente gioco su internet per comodità. Ma ogni tanto di sera dopo cena, e prima di dormire un torneino ci sta tutto».
Come è iniziata la tua passione per il poker sportivo e il Texas Hold'em?
«Nell'estate 2009 PokerStars.it ha organizzato un evento di beneficenza che si è tenuto nel mio stabilimento balneare in Versilia. Poi mi sono appassionato al Texas Hold'em e da li è nato tutto».
Giocate nei ritiri? Oltre a Chiellini, chi altro mastica di poker nella Juve?
«Oltre a Chiello gioco con Iaquinta, Grosso, Marchisio, Giovinco e Chimenti».
Del Neri che dice?
«Del Neri non ha mai detto nulla perché non c'è nulla da dire...».
E oltre a Totti, chi sono gli avversari più temuti tra Nazionale e Serie A?
«Oltre a Totti credo che Gattuso e Pirlo siano molto bravi».
Chi è il più spregiudicato tra loro?
«Il più spregiudicato è di sicuro Totti!».
Che tipo di giocatore sei al tavolo verde? Uno che difende la porta come sul campo, o sei aggressivo e bluffi?
«Sono un giocatore camaleontico che a seconda dei momenti e dello stack che possiedo prendo decisioni e cambio tattica di gioco. Bluffo o meno a seconda dell'attenzione che mi accompagna mentre gioco».
E Alena come se la cava? Le hai insegnato tu?
«Ad Alena, purtroppo, non interessa nessun gioco di carte... per cui non posso avere neppure l'onore di insegnarle».