Il polacco Kubica da 10, già sul podio alla terza gara

Il manager: «Fernando non ha ostacolato alcuno né commesso irregolarità». E sul motore rotto: «Qualche volta anche a noi accadono inconvenienti tecnici»

10 e lode. MICHAEL SCHUMACHER E LA FERRARI. Con tanto di bacio in fronte. Troppo. Troppo bravi. Arrivano a Monza, Gran Premio d’Italia cruciale per la Ferrari anche quando non lotta per il mondiale, il tedesco ci arriva malconcio dopo le critiche seguite al Gran Premio di Turchia e che cosa fanno, lui e la vetturetta modenese? Menano sberle a tutti, giornalisti e critici compresi. Chapeau.
10 RAIKKONEN E LA MCLAREN. Perché in tutte le imprese del finlandese neo ferrarista c’è più lui che la macchina. O almeno così sembra. Dalla freccia d’argento a Monza ha tirato fuori il massimo; da se stesso gli attributi per mostrare al suo curioso futuro pubblico di che pasta è fatto.
5 MASSA E LA FERRARI. Una volta l’uno e una volta l’altro. Stavolta è toccato a Felipe fare la garetta. Parte male e resta imbottigliato nel traffico e poi spiattella le gomme in una lunga frenatona. Giornata no, ma che radioso futuro per il brasiliano: Schumi gli ha sgomberato tutto il campo davanti.
5 ALONSO E LA RENAULT. Voto insufficiente per colpa della macchina, ma la gara del campione del mondo è da 8. Era terzo quando si è ritirato. Sei punti si sarebbe messo in tasca e la gioia ferrarista sarebbe stata metà.
6 FISICHELLA E LA RENAULT. Il romano ha fatto la sua brava corsa, recuperando cinque punti su Massa, terzo nel mondiale. La sfida tra i figli di un dio minore prosegue. Ma Giancarlo deve crederci. L’anno prossimo Briatore e la Renault punteranno tutto su di lui.
10 KUBICA E LA BMW. Il «Tintin» delle corse, polacco dinoccolato, bruttino, ma vispo e veloce, è ormai l’eroe nazionale. A Varsavia, dopo papa Wojtyla, di cui porta un adesivo sul casco, si parla ormai solo di lui. A punti al primo gran premio, a podio nel terzo. «Il team, prima del via, scherzando, mi ha detto che mi avrebbe aspettato sul podio...». E lui non ha scherzato per niente.