Poldi Pezzoli, il terzo millennio è già a pieni giri

Giornata radiosa, quella di ieri, per il Poldi Pezzoli, e non solo sotto dal punto di vista meteorologico. Annalisa Zanni, direttrice della prestigiosa casa-museo di via Manzoni 12, affiancata dal sindaco Letizia Moratti e dal presidente della Fondazione Artistica Poldi Pezzoli, Mario Cera, ha infatti presentato quattro recenti donazioni. Si tratta di altrettanti dipinti di particolare valore artistico: la Veduta della piazzetta di San Marco verso San Giorgio Maggiore di Francesco Guardi (1745-1760), l’Annunciazione di Giovanni Battista Salvi (1640-1645), il bozzetto della Fondazione della Compagnia della Misericordia di Eleuterio Pagliano (1857), per finire con il Ritratto di ecclesiastico di Giacomo Ceruti (1740-1745). Le opere saranno a disposizione del pubblico da oggi fino al 15 novembre, in una piccola mostra allestita nella sala del Collezionista, prima della definitiva collocazione. «Solo dal 2000 ad oggi - ha dichiarato Zanni - sono giunte in donazione al museo ben 590 opere, accettate sulla base del valore storico-artistico, secondo il criterio di selettività adottato dal Poldi Pezzoli e la coerenza con le sue raccolte. E’ l’ennesima testimonianza di una città generosa, con l’arte e non solo, che attesta il forte senso di identità e corrispondenza esistente tra i milanesi e la loro cultura».
«Il Poldi Pezzoli rappresenta la migliore tradizione della nostra città - ha sottolineato Letizia Moratti - e, al contempo, il suo continuo bisogno di innovazione. Il Comune di Milano non smetterà di fare la sua parte, continuando a sostenere il museo. La voce “cultura“ infatti, non subirà alcun taglio da parte dell’amministrazione, nonostante la situazione generale». Dal canto suo, il presidente Cera ha presentato il progetto di riforma dello statuto della fondazione, per coinvolgere nell’amministrazione del sodalizio, accanto agli enti pubblici storici, in primis il Comune, importanti istituzioni private milanesi: «E’ il momento di dare al museo una nuova struttura di governo per dare garanzia di continuità, crescita e azione in prospettiva futura, attraverso la ormai insostituibile combinazione tra pubblico e privato».