LA POLEMICA

Con la presente l’associazione Codacons richiede a codesto Ordine immediati provvedimenti disciplinari, compresa l’eventuale radiazione dall’albo, nei confronti del giornalista Filippo Facci, che nell’articolo pubblicato nell’edizione de il Giornale del 21.12.2006, dal titolo «Codacons, tu telefoni loro incassano», si è reso protagonista di clamorosi errori e falsi (...).
In particolare:
A non è vero che il servizio 892-007 del call center Codacons costa più di un telefono erotico. Al contrario tale servizio applica una delle tariffe più basse per tale tipo di numerazione, considerato che i telefoni erotici che il Facci finge di non conoscere arrivano a costare 15 euro al minuto oltre lo scatto alla risposta; quello del Codacons costa invece 1,50 euro al minuto + Iva e 10 cent di scatto alla risposta;
B attraverso una palese diffamazione il Facci afferma nel suo articolo che chiamando il numero 892-007 e ascoltando la voce preregistrata che informa circa i costi del servizio, si spenderebbe la bellezza di 2 euro da telefono cellulare e 1 euro da rete fissa. Assolutamente falso! L’ascolto del disco preregistrato è per l’utente che chiama assolutamente gratuito, in quanto solo dopo aver accettato i costi la telefonata prosegue con un operatore e viene applicata la tariffazione annunciata;
C non corrisponde al vero l’affermazione del Facci secondo cui l’informativa sui costi del servizio pubblicata sul sito www.codacons.it sarebbe piccolissima e quindi illeggibile. Il Codacons, che da anni si batte per la trasparenza in favore dei consumatori, ha illustrato chiaramente le tariffe del servizio, e proprio la pubblicazione di tale informativa ha sollevato dibattiti su alcuni blog. Al contrario, se le tariffe fossero state illeggibili, nessuno se ne sarebbe accorto e non sarebbero state aperte discussioni su Internet né altri giornalisti avrebbero trattato il tema;
D non corrisponde al vero l’affermazione contenuta nell’articolo secondo cui il Codacons, attraverso il suo ufficio stampa, avrebbe informato in un blog che il numero 892-007 rappresenta uno scherzo e quindi non esiste. Al contrario si è data comunicazione al Facci che lo stesso Codacons, allo scopo di spiegare le motivazioni che hanno portato l’associazione a scegliere un call center a pagamento, ha inviato una «finta» lettera ai giornali protestando contro l’introduzione del numero a pagamento;
E non corrisponde al vero l’affermazione del Facci secondo cui la tariffa di 1,50 euro al minuto del numero 892-007 sarebbe vessatoria: l’utente può scegliere se sostenere o meno tale spesa, senza alcun tipo di costrizione o vessazione da parte di alcuno; lo stesso può optare per accedere direttamente alle sedi senza telefonare per usare una comodità che non può non avere un costo;
F nell’articolo del Facci viene messo anche in dubbio che una parte del ricavato delle telefonate andrebbe a finanziare progetti in favore dei bambini malati di cancro del Policlinico Umberto I, attraverso l’associazione onlus Mary Poppins, lasciando intendere quindi che l’associazione sfrutti i bambini malati a scopo di lucro;
G se il Facci si fosse preso la briga di informarsi, avrebbe scoperto con sua grande meraviglia che il Codacons non effettua né ha mai effettuato consulenze legali telefoniche né on line, nell’interesse degli stessi consumatori, in quanto pratica deontologicamente scorretta e pericolosa per gli utenti (sarebbe come farsi visitare dal medico per telefono). Motivo per cui tramite il call center 892-007 non si ottengono consulenze ma si è migliorato il servizio di segreteria, ricezioni segnalazioni e agenda appuntamenti, con grande soddisfazione degli stessi utenti.
L’articolo di Filippo Facci sembra rappresentare un esempio di giornalismo da «dilettante allo sbaraglio», scritto al solo scopo di diffamare il Codacons, senza aver verificato prima le affermazioni contenute al suo interno, senza aver chiesto delucidazioni all’associazione che avrebbero sicuramente permesso al Facci di realizzare il suo pezzo evitando al tempo stesso un passo falso che lede l’onorabilità del Codacons e getta fango sull’intera categoria dei giornalisti italiani, che certamente utilizzano maggiore professionalità e correttezza, e che rispettano quelle regole deontologiche che, stando all’articolo in questione, il Facci pare non conoscere. Ci meravigliamo inoltre di come una testata seria e rispettabile come il Giornale abbia potuto pubblicare un simile articolo sballato senza aver verificato prima la veridicità delle affermazioni contenute al suo interno.
Il Codacons ha deciso di non chiedere la rettifica della notizia falsa, misura che permetterebbe alla testata di sottrarsi alla giusta punizione, ma di informare direttamente tutte le testate di quanto sopra e riservarsi di agire direttamente dinanzi alla Magistratura chiedendo pene severe nei confronti di Filippo Facci.
All’Ordine dei giornalisti il Codacons chiede l’apertura di una inchiesta e provvedimenti disciplinari urgenti nei confronti del Facci, compresa - laddove se ne ravvisi la necessità - la radiazione dall’Albo dei giornalisti.