LA POLEMICA

In merito alle precisazioni del Commissario della Camera di Commercio, Pietro Rende, e del Segretario generale dello stessa, Fedele Adamo, osserviamo quanto segue:
che il Commissario Pietro Rende abbia «ereditato» le quattro aziende speciali, è riportato chiaramente nell'articolo. Che lo stesso Rende abbia provveduto nel frattempo a qualche taglio non sorprende, visto che aveva definito le aziende «strutture servite essenzialmente a dividersi la torta con lottizzazioni e prebende tra pochi». Ma quello che ci si chiede è il motivo per cui Rende, che pure aveva espresso giudizi pesanti sulle aziende, si sia limitato a dei tagli e non alla totale sospensione di aziende che lui stesso riteneva dedite solo a spartirsi la torta delle lottizzazioni. E ci si chiede come mai non abbia sentito questa necessità nemmeno di fronte a un'inchiesta della magistratura nella quale si ipotizzano reati gravissimi. Inchiesta che ha avuto un'accelerazione subito dopo l'articolo del Giornale.
Nell'articolo si specifica inoltre che gli enormi finanziamenti di cui le quattro aziende hanno goduto, così come accertato dall'inchiesta ministeriale, si riferiscono proprio all'anno 2005, prima del commissariamento. Non si capisce, quindi, quale sia in questo caso l'obiezione del Commissario.
Quanto all'invalidità permanente di Pietro Rende, il Giornale si è deontologicamente premurato di chiamarlo al telefono, e a precisa domanda sulla eventuale presenza di certificati medici che attestassero la sua riacquisita abilità a svolgere un qualsiasi lavoro, rispondeva che non ne esistevano e che non c'erano altri pareri espressi da nessuna Azienda sanitaria. Rimane quindi una certificata invalidità a svolgere qualunque tipo di lavoro. Ci si chiede, a maggior ragione, come si possa essere invalidi per svolgere la funzione di dipendente provinciale ma in perfetta salute per svolgere un lavoro ben più faticoso, ma di certo molto meglio retribuito.
L'obiezione, poi, del Segretario generale Fedele Adamo sul numero dei dipendenti, solo due, dovrebbe essere rivolta allo stesso Rende, che ci ha confermato la notizia al telefono. Ma se anche Rende si fosse sbagliato e i dipendenti delle quattro aziende fossero sette, l'enorme anomalia non verrebbe cancellata. Si attende di sapere, infine, se il Segretario generale della Camera di Commercio, Fedele Adamo, abbia o meno i requisiti per svolgere tale funzione, punto su cui sia il Commissario Rende che lo stesso Adamo sorvolano nella loro replica.