LA POLEMICA

Sorge il dubbio che il Carozza che scrive al Giornale non sia il segretario generale della Cgie, ma qualcuno che ha abusato della sua firma. Perché nelle stesse ore in cui veniva spedita questa lettera, il vice-ministro degli Esteri con delega agli italiani nel mondo, senatore Franco Danieli, in risposta al mio «Cannocchiale», faceva presente all'Ansa - senza smentire nulla sui contenuti - che: a) è evidente come vada ripensata la rappresentatività degli italiani del mondo, alla luce della presenza di 18 eletti all'estero nel Parlamento italiano; b) che già si sono presi opportuni provvedimenti per il contenimento della spesa; c) che effettivamente esiste una diaria di missione; d) che bisogna perseguire la strada del rigore. Carozza poi non nega nulla sulle rappresentanze sindacali anomale presenti nell'organismo, né sul fatto che questo si riunisca da Guayaquil a Melbourne e che molti degli stessi rappresentanti del Cgie abbiano fatto sapere che trovano la cosa costosa ed inutile. Un esempio? A Miami, nel lussuoso albergo di Coral Gables, che sempre Danieli tiene a precisare era il meno costoso a disposizione, si è parlato di: settimana della lingua italiana nel mondo, di convegno dei giovani italiani nel mondo, di situazione della rete consolare e del voto degli italiani all'estero nonché della proposta di legge per riaprire i termini per acquisire la cittadinanza italiana e addirittura della situazione dei nostri connazionali in Zimbabwe. Tutte cose che si potevano proporre per e-mail anziché con un dispendioso appuntamento in Florida.
Aggiungo che, stranamente, dal sito della Cgie sono spariti, dopo la pubblicazione del mio articolo, alcuni appuntamenti come quello di Guayaquil. E mi chiedo infine: se il Carozza che scrive al Giornale protestando e difendendo a spada tratta la Cgie è un apocrifo si faccia vivo quello vero, per smentirlo seccamente. Se invece è proprio lui, alla luce delle notazioni del vice-ministro Danieli, delle proteste dei suoi stessi iscritti e degli sprechi denunciati non sarebbe meglio offrire dignitososamente le proprie dimissioni?
P.S. - Umoristica infine (se non offensiva) l'accusa di non aver «cercato le informazioni là dove naturalmente si trovano». A chi avrei dovuto rivolgermi? Alla Cgie e al suo segretario generale per farmi raccontare che «tutto va bene madama la marchesa»? Capisco che in tempi come questi molti al governo preferiscano le «veline», ma io ho una avversione naturale e antica per l'ufficialità delle fonti. Vado in giro, ascolto, soppeso e verifico. Guarda caso ci azzecco molto spesso.