LA POLEMICA

In relazione all’articolo di stampa pubblicato il 6 ottobre scorso su Il Giornale, attraverso il quale l’organizzazione sindacale Sap lamenta la distribuzione di «giacconi in gore-tex» recanti la scritta «POLIZZIA», si forniscono di seguito alcune precisazioni. Il capo di vestiario in questione denominato «giubba impermeabile con termofodera asportabile» è l’ultimo approvvigionamento di tali manufatti e risale al 14 novembre 2002, per una fornitura complessiva di trentacinquemila unità. Il contratto è stato aggiudicato alla ditta spagnola Fecsa Texil: eseguito il confezionamento, il successivo controllo di lavorazione è stato effettuato in Spagna nel febbraio 2003 ed i materiali sono stati accettati al collaudo nel febbraio 2004 assolutamente privi di scritta errata. La citazione potrebbe verosimilmente riferirsi alle «Combinazioni estive antitrauma da motociclista», adottate in via sperimentale dalla Polizia Stradale, prodotte dalla Ditta Dainese, approvvigionate per un numero complessivo di 1.020 capi con distinti contratti stipulati rispettivamente nel 2006 e nel 2007. I manufatti, realizzati in Bulgaria secondo una prassi ormai costante di delocalizzazione delle commesse, sono stati favorevolmente collaudati presso gli stabilimenti vicentini della ditta aggiudicataria. Le giacche appartenenti alla combinazione di cui si parla, recano nella parte retrostante la scritta «POLIZIA»: dal verbale di collaudo la partita risulta conforme e si è proceduto all’assegnazione a partire dal giugno scorso. Premesso ciò è assolutamente priva di fondamento la notizia riportata dal giornale.

Direttore relazioni esterne Dipartimento della Pubblica Sicurezza
***
So di dare un dispiacere al direttore del Dipartimento relazioni esterne della Polizia (con una zeta sola, naturalmente) ma non posso fare altro che ribadire la veridicità della notizia che ho riportato in prima pagina sul Giornale. Non solo ci è stata riconfermata pienamente dal segretario generale del Sap, Filippo Saltamartini ma, guarda caso, è stata ripresa anche nell'edizione del 10 Ottobre (cioè quattro giorni dopo la pubblicazione del mio articolo) in un servizio del telegiornale satirico di Canale 5 «Striscia la notizia». Nel servizio televisivo infatti sono state mostrate le scritte, tecnicamente definite «a strappo», con il clamoroso svarione.