Polemica Csm-Giornale, il consigliere Brigandì: "Anche io ho subito perquisizioni corporali"

Nella notte gli inquirenti sono andati a casa del consigliere del Csm sospettato di aver passato alla nostra giornalista Anna Maria Greco i documenti riservati su Ilda Boccassini. In mattinata una nuova perquisizione. Brigandì: "Sono tranquillo: sono solo indagato, non imputato"

Torino - Perquisita la notte scorsa anche le abitazioni di Matteo Brigandì, consigliere laico del Csm, sospettato di aver passato a Anna Maria Greco i documenti riservati su Ilda Boccassini. Gli inquirenti sono in attesa di ottenere la documentazione sui possibili contatti telefonici o via computer con ilGiornale. All'ex parlamentare della Lega, intanto, è stato sequestrato il computer, ma questa mattina i carabinieri "sono tornati a casa mia a Torino e hanno fatto anche una perquisizione corporale". Brigandì ha ricevuto anche un avviso di garanzia, ma si è detto tranquillo: "Non ho nulla da cui difendermi perchè non sono imputato, ma indagato. La Procura fa bene a indagare e i carabinieri fanno il loro lavoro. Se volete saperne di più andate a vedere le registrazioni e le carte del Csm, io non
voglio dire nulla".

"Sono un personaggio scomodo" Il consigliere non ha risposto alle domande su sue eventuali dimissioni e ha negato che le perquisizioni degli inquirenti abbiano riguardato anche il suo studio: "Impossibile, perché non ho più uno studio. Mi sono fatto cancellare dall’albo degli avvocati all’atto della mia elezione nel Csm e quindi non posso più esercitare la professione, almeno per questo periodo". Brigandì ha parlato con i cronisti in un bar di Pecetto, e si è definito "un personaggio scomodo, perchè non ho debiti con nessuno e non sono ricattabile. Ma non mi riferisco a questa vicenda in cui preferisco non entrare nel merito e di cui non voglio dire nulla".

Pdl: "Quanto zelo" La vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera, Jole Santelli, ha intanto commentato: "Ancora una perquisizione a Matteo Brigandì? Quanto zelo da parte dei pm! Vorrei che qualcuno ricordasse che mai sia avvenuta in italia un’indagine così pervasiva ed aggressiva per una fuga di notizie. La morale da trarre è chiara: le notizie che possono uscire sono solo quelle che le procure gradiscono, i giornalisti e i giornali che possono scrivere solo quelli di
complemento all’opposizione ed alla magistratura"