LA POLEMICA Diliberto difende il sindaco anti-Nassirya


Si scusa con i familiari: «Ho riaperto il loro dolore». Dice di essere stato male interpretato: «Non volevo sminuire il sacrificio delle vittime». Spiega che la delibera del commissario straordinario, quella che dedicava una strada ai caduti di Nassirya, «è stata annullata per un vizio di forma». Sottolinea che Yasser Arafat, a cui adesso la via è intitolata, «è stato premio Nobel per la pace». Ma su un punto Mauro Bertini, Pdci, sindaco di Marano, non fa nessuna marcia indietro: «Quella in Irak non è stata una missione di pace. E quei militari uccisi non sono martiri, sono dei caduti sul lavoro. La loro morte è un trauma micidiale, come quando degli operai scivolano da un’impalcatura. Quindi, se vogliamo dedichiamo una strada ai caduti di Nassirya, io sono d’accordo. Però ai martiri no».
Il giorno dopo Bertini non trova nessuno dalla sua parte. Trova solo la difesa d’ufficio del segretario del suo partito: «Tutta la solidarietà politica e umana al sindaco di Marano, oggetto di polemiche assurde. Trovo anzi che anche le altre amministrazioni dovrebbero dedicare una strada ad Arafat». Diliberto glissa sulla parte che riguarda Nassirya e i «martiri a pagamento». Così, ci pensa Giacomo De Angelis, segretario regionale dei comunisti italiani, a condannare Bertini: «Certo, bisogna ammetterlo, le parole del sindaco di Marano sono state un po’ troppo forti, sbilanciate. Non andavano dette. Per noi il riconoscimento degli uomini morti lì è assodato, ma quella guerra era sbagliata ed è questo ciò che il sindaco voleva dire: quei soldati non dovevano stare lì». Non basta: «Io forse non avrei preso quella decisione, soprattutto dopo aver intitolato una strada ad Arafat».
Il caso Marano dunque scandalizza tutti. Tra i più indignati Ignazio La Russa: «Se io dovessi dire tutto quello che penso di questo signore, lui avrebbe ben ragione a denunciarmi per diffamazione. Se io avessi l'età, sarei orgoglioso di essere a fianco dei nostri ragazzi che stanno a Nassirya e che fanno davvero qualcosa per la pace ogni giorno e ogni minuto e non dei girotondi». Maurizio Gasparri parla di «provocazione»: «Richiamerò l’attenzione del ministro dell’Interno». Luigi Peruzzotti, vicepresidente dei senatori leghisti, di «vergogna»: «Le motivazioni di Bertini sono allucinanti e ignobili».
Per Clemente Mastella si tratta di un caso di «imbecillità politica». «Un conto - spiega il leader dell’Udeur - è manifestare dissensi nei confronti di una guerra, un altro manifestare contrarietà verso i militari che sono lì impegnati». Per Luciano Violante invece «è stato un crimine, più che una sciocchezza». «Spero - dice il capogruppo ds alla Camera - che i suoi dirigenti politici gli facciano cambiare idea immediatamente e che il consiglio comunale reagisca con il dovuto rigore per ripristinare il nome. Se vogliono dedicare una via ad Arafat, sono liberissimi di farlo, anche altrove. Cancellare le vittime di Nassirya credo sia una cosa inconcepibile».
E in tutt’Italia partono iniziative di «riparazione». «Ce l’avrà Napoli una strada dedicata alle vittime di Nassirya - annuncia il sindaco Rosa Russo Jervolino -. Erano giovani italiani in missione di pace. Provo rispetto ed affetto per quei ragazzi morti in Irak». Salvatore Lauro, senatore di Forza Italia, ha organizzato per domenica prossima una manifestazione per le vittime dell’agguato proprio a Marano. Parteciperà anche Antonio Trincone, cugino del sottotenente ucciso due anni fa. «I cittadini di Marano dovrebbero ribellarsi - dice Lauro - perché le dichiarazioni del loro sindaco non sono assolutamente digeribili».
Massimiliano Scafi