La polemica Musso, i buoni consigli e il cattivo esempio

Sinceramente, trovo abbastanza patetici quelli che - qualsiasi sia il problema, qualsiasi sia la discussione, qualsiasi sia l’esito della discussione e a volte addirittura di fronte a esiti radicalmente alternativi - dicono: «L’avevo detto io».
Ma ci sono casi in cui rinfrescare la memoria fa bene. E questo è uno di quei casi: mi è veramente dispiaciuto, nei giorni scorsi, vedere titoloni sul fatto che Enrico Musso è al primo posto fra i consiglieri comunali più assenti a Palazzo Tursi.
Non avevo dubbi che sarebbe finita così, soprattutto dopo la bocciatura della sua richiesta di anticipare al lunedì le sedute del consiglio comunale, visto che al martedì si riunisce il Senato. Non avevo dubbi e l’avevo scritto a più riprese, in tempi non sospetti, quando ancora tutti erano convinti che Enrico Musso sarebbe stato il futuro candidato sindaco di Genova, circostanza ora non più certa. E credo che presentarsi alle elezioni con il viatico di titoloni che, anno dopo anno, annunciano invariabilmente «Musso ultimo nelle presenze» non sia una genialata. Anche perchè, per dire, il prossimo consuntivo sarà ancora peggiore di quello attuale, visto che Enrico è diventato senatore solo in estate e quindi per metà 2008 ha lavorato (e bene) come consigliere comunale.
Fra l’altro, è bene dirlo, non è che, se si fosse dimesso, l’opposizione sarebbe rimasta con un uomo in meno. No, semplicemente, subentrava un altro del Pdl. (...)