La polemica «Pensano solo a froci e zingari»

«Pensano solo a froci e zingari». Sì, lo so. Sono politicamente scorretto, ma questa storia che vi racconto, e quella frase, non è proprio tutta roba mia. Anzi, è di una delle fonti più politicamente corrette esistenti in natura. E cioè la Liberazione diretta da Piero Sansonetti, quella vera, non quella di oggi. Insomma, l’organo ufficiale degli allora gruppi parlamentari di Rifondazione comunista.
Quel titolo, quella frase, è tratta da un famoso reportage di Maurizio Pagliassotti realizzato davanti alla porta due dello stabilimento di Mirafiori all’indomani della vittoria elettorale di Berlusconi e della scomparsa della Sinistra Arcobaleno dal panorama politico. E si riferisce a un commento medio degli operai. Per la precisione, a quello di Luca, quarantenne che lavora alle carrozzerie di Mirafiori da undici anni: «Pensano solo a froci e zingari, dei lavoratori se ne sono sbattuti fino all’altro giorno». E Roberto, rincarava, sempre su Liberazione: «Un partito che difende i ladri rumeni che rubano nelle nostre case, incapace di farci aumentare gli stipendi che da anni sono sempre uguali». Concetti un po’ rozzi. Forse mal espressi per gli esteti del linguaggio. Ma chiari per capire lo stato d’animo di tanta parte del popolo tradito dalla sinistra. Che si è rifugiato nell’astensione o ha votato Lega. In parte, addirittura, Pdl. Come ha dimostrato anche il recente sondaggio pubblicato sul Sole-24 ore, altra fonte insospettabile di cripto-berlusconismo.
Tutto questo veniva pubblicato il 16 aprile 2008. Più di un anno fa. Ma - a Genova e in Liguria - siamo qui a parlare del patrocinio al Gay Pride e degli opuscoli destinati inopportunamente ai bimbi, delle lettere del Comune in cui si rivendica il patrocinio, delle giustificazioni in Regione, degli imbarazzi in Provincia. E la legge toscana che ipotizza la sanità gratis anche per i clandestini (non l’intervento del pronto soccorso, ci mancherebbe, l’umanità viene prima di ogni altra cosa), di cui tanto si è discusso in questi giorni, qui è già realtà.Non ce l’ho assolutamente con i gay. Ho amici gay, li rispetto e spesso riscontro in loro una sensibilità e una dolcezza sconosciuta a tanti etero. Ma questo non mi sembra un buon motivo per insegnare ai bambini il sesso gay.
Allo stesso modo, non ce l’ho con i clandestini. Anzi, personalmente, appena posso, appoggio in ogni modo le campagne di Medici Senza Frontiere tese a dare un livello di assistenza degno di tal nome anche a tanti lavoratori in nero, ad esempio nelle campagne della Puglia. Ma non per questo penso che la Regione debba fare leggi che assicurino ai clandestini prestazioni specialistiche spesso negate a coloro che sono in regola.
Magari, dovrei essere felice vedendo la sinistra che va a sbattere da sola e rincorre i suoi errori.
Ma non ce la faccio, non riesco ad essere felice. Preferirei vederla governare bene e fare, ogni giorno, una Genova e una Liguria migliori.