Polemica Regione-Comune sulle centraline senza permesso

Gli strumenti per la rilevazione della qualità dell’aria aspettano di essere spostati, ma a due su cinque manca il via libera all’occupazione di suolo pubblico

Lo smog è alle stelle e oggi, per il settimo giorno consecutivo, i veicoli più inquinanti non potranno circolare. La situazione, dunque, come sempre accade con l’arrivo dell’estate, non migliora affatto. Anzi. E il Comune cosa fa, oltre a disporre l’ennesimo blocco parziale? Non abbastanza, almeno secondo l’ex assessore della Regione Angelo Bonelli, che rimprovera al Campidoglio di non aver ancora effettuato lo spostamento delle centraline di rilevamento, così come indicato dal piano di riordino presentato dalla Regione ormai otto mesi fa.
Da parte sua il Comune lamenta il ritardo della Pisana nel presentare il piano di risanamento dell’aria. Una polemica a distanza, proprio nel momento in cui invece sarebbe opportuno unire le forze per tutelare la salute dei cittadini, esposti quotidianamente a quantità di sostanze inquinanti superiori ai limiti di legge.
Bonelli ammette che il piano di risanamento tarda ad arrivare, ma soltanto perché si tratta di una questione assai complessa, che presuppone l’individuazione e la valutazione delle sorgenti di inquinamento. Al contrario, a tre delle cinque centraline che aspettano il «trasloco» manca l’allaccio Acea, le altre due non hanno ancora ottenuto l’occupazione di suolo pubblico. La strada per raggiungere al più presto una qualità dell’aria accettabile, a quanto pare, è tutta in salita. Certo è che le centraline devono essere spostate al più presto, così come stabilito - oltre che da un programma di ricollocazione presentato dalla Regione - anche dai tecnici della magistratura, per i quali l’ubicazione degli strumenti di rivelazione non rispetta le direttive europee. Tutto è pronto per il cambio di postazione, anche gli analizzatori sono pronti per il rilevamento, ma la burocrazia ha i suoi tempi. Problemi ci sono stati con la centralina del centro storico e con quella di Prati. Nel primo caso il municipio non ha ancora dato l’autorizzazione perché in attesa dell’autorizzazione delle Belle Arti, nel secondo caso si aspetta il via libera della Sta, visto che la centralina sarà ospitata all’interno di un parcheggio a pagamento. C’è poi l’altro anello mancante, l’allaccio dell’Acea. Tre centraline ancora non ce l’hanno perché, anche se la richiesta è stata già inoltrata da mesi, la pratica non può essere avviata finché non c’è l’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico. All’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) sperano che la situazione si sblocchi al più presto e che entro l’inizio di settembre le nuove centraline siano in funzione.