È polemica sul corteo «antifascista»

Tanto fumo (quello dei fumogeni accesi nei tunnel e nelle vie), qualche insulto alle forze dell’ordine (scritto con la vernice spray o urlato nel megafono sotto la questura) ma, fortunatamente, nessun incidente. Va all’archivio così il corteo organizzato ieri nel centro della città dall’«Assemblea permanente antifascista» per ricordare i tumulti di piazza del 30 giugno 1970. «Quel giorno la classe operaia e i partigiani scesero in piazza per impedire il congresso del Movimento sociale; oggi siamo in piazza per dire che la lotta di classe esiste ancora e che il fascismo è il vero nemico» urla nel microfono un giovane di 30 anni in testa al corteo di 3-400 persone. Un corteo che, secondo Gianni Plinio, consigliere regionale di An, non doveva essere permesso. «Viene esaltato un evento gravemente antidemocratico, sedizioso ed eversivo - dice Plinio - I tumulti di piazza di 47 anni fa provocarono 162 feriti tra le forze dell'ordine e impedirono la celebrazione a Genova del congresso nazionale dell’Msi. È apologia di reato e spero che qualche magistrato lo ravvisi».
A sfilare dietro alle bandiere rosse e allo striscione «30 giugno 1960-30 giugno 2007: non un passo indietro» ieri pomeriggio c’erano ragazzi dei centri sociali, camalli ma anche famiglie con i bambini. E Heidi Giuliani di Rifondazione. «I nostri nemici sono anche al governo e al governo di questa città» hanno urlato i manifestanti quando il corteo, lasciata alle spalle piazza De Ferrari, stava imboccando il tunnel dopo piazza Dante. Lì sotto, sulle pareti chiare della galleria, sono rimaste le scritte con la vernice nera contro gli agenti («poliziotto mestiere corrotto» la più gentile). Dopo la sosta con urla e insulti sotto la questura, il corteo è sfilato lungo via XX Settembre.
L’unico momento di tensione, sotto la sede di un circolo culturale di estrema destra. Gli autonomi hanno acceso una serie di fumogeni, lanciati contro gli agenti schierati davanti al portone. Un poliziotto, dando un calcio alla bomboletta che buttava fumo arancione, l’ha fatta carambolare per errore sulle gambe di una signora che, intimorita dalle urla e dal fumo, stava attraversando la strada (senza ferirla). Gli stessi organizzatori del corteo si sono schierati davanti agli agenti, convincendo i ragazzi più agitati a proseguire verso piazza De Ferrari, dove il corteo si è concluso alle 19.30.