Polemica sul decentramento, vertice con il Cav E Bossi frena: congelata la partita sui ministeri

Al termine del vertice durato tre ore con Berlusconi a palazzo
Grazioli, il Senatur conviene che non è questo il
momento di dividersi o di acuire posizioni diverse su temi che rischiano
di danneggiare la tenuta della maggioranza. <strong><a href="/interni/ecco_verifica_ennesima_fiducia_governo/25-05-2011/articolo-id=525192-page=0-comments=1" target="_blank">Ecco la verifica</a></strong>: ennesima fiducia al governo

Roma - «Berlusconi si convincerà», diceva in mattinata, aggiungendo un insolito «e te credo», alla romana, a chi gli faceva notare il no del sindaco di Roma Gianni Alemanno. Al termine del vertice durato tre ore con Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli, però, Umberto Bossi avrebbe convenuto che non è questo il momento di dividersi o di acuire posizioni diverse su temi che rischiano di danneggiare la tenuta della maggioranza e del governo. Per questo, i due leader avrebbero deciso di accantonare la questione del decentramento dei ministeri lanciata dalla Lega e che ha causato molti malumori nel Pdl. Il leader della Lega ha rassicurato il premier anche sulla legge elettorale, ogni passo verrà concordato ha promesso. E ha garantito impegno in vista del ballottaggio di Milano, dicendosi disponibile a salire sul palco con Letizia Moratti, «se le lo vorrà» e mostrandosi ottimista: «Vinciamo noi».
Sulla partita decentramento, ieri anche Roberto Maroni ha mosso alcune pedine. Nel suo ruolo di ministro dell’Interno non si è sbilanciato, ma a Parma, dove si trovava per un incontro con i sindaci, ha precisato che quella città ha ben «più di un ministero, ha un sindaco». Bisognerebbe dare «più poteri ai sindaci e meno ai ministeri» ha detto annunciando entro tre settimane un nuovo decreto sulla sicurezza locale. Ai sindaci saranno riassegnati i poteri bocciati dalla Corte Costituzionale, ma grandi novità arriveranno anche per i vigili urbani. Non si limiteranno ad attaccare multe sui cruscotti: presto saranno dotati di manganelli. Il passo dalla paletta al manganello sarà contenuto nel nuovo decreto, che proporrà anche norme in materia di accattonaggio e di prostituzione.
Ci aveva già provato, Maroni, tre anni fa: offrire ai primi cittadini la possibilità di firmare ordinanza di sicurezza e decoro in autonomia. Ma poi, ad aprile di quest’anno, era intervenuta la Corte Costituzionale, decretando che la legge 125/2008 viola parzialmente la Carta: «Ci sono questioni di principio che si possono risolvere - ha spiegato Maroni a Parma - importante è ridare ai sindaci quei poteri che sono necessari». Non c’è solo il folklore delle ordinanze bizzarre: il principio era giusto, tant’è che «dove sono state fatte ordinanze dai sindaci in materia di sicurezza», ha rivendicato Maroni, i reati «sono in diminuzione». Non sarà una sfida alla Consulta: si terrà conto «delle perplessità della Corte Costituzionale». Il ministro invierà quindi nei prossimi giorni la bozza ai sindaci: «Voglio dei suggerimenti». Il testo sulla sicurezza urbana affronterà «anche il tema delle armi» alle polizie locali. I vigili dovrebbero avere «le stesse dotazioni delle altre forze di polizia».