Polemica sullo sciopero Renzi: "Io iscritto al Pd non al sindacato Cgil..."

Dopo aver preso le distanze dallo sciopero generale e criticato Bersani ("tiri fuori le idee e non solo gli striscioni"), il sindaco di Firenze ora polemizza con il sindacato della Camusso: "Fare le manifestazioni
è facile, ma noi politici siamo pagati per risolvere i problemi della gente"

Firenze - Proseguono le punzecchiature tra il sindaco di Firenze, il "rottamatore" Matteo Renzi, e una parte della sinistra. L'ultimo battibecco, fresco fresco, è nato sullo sciopero generale di martedì 6 settembre. Renzi ha preso le distanze dalla Cgil e, non contento, ha criticato anche il leader del Pd, Bersani: "Il segretario tiri fuori le idee e non solo gli striscioni", ha detto Renzi in un’intervista andata in onda sul telegiornale di Italia 1, Studio aperto. "Ho rispetto per chi è sceso in piazza - ha proseguito Renzi - ma credo che il compito dei politici non sia quello di stare in piazza, ma di risolvere i problemi. Io oggi sono stato in riunione di giunta tutto il giorno per risolvere i problemi dei fiorentini". La polemica poteva finire qui? Ovviamente no? E infatti...

"Io iscritto al Pd, non alla Cgil" "Rispetto alle polemiche politiche - commenta oggi Renzi - posso dire che io mi sono iscritto al Pd, non alla Cgil, fare le manifestazioni è facile, ma noi siamo pagati per risolvere i problemi della gente". "Ho grande rispetto per la Cgil - ha proseguito il primo cittadino di Firenze - ma il mio compito è far bene il mio lavoro. Se la Cgil vuole fare sciopero, così come la Cisl e la Uil, liberi di farlo. Un politico è bene che stia a lavorare per cercare di risolvere i problemi".

Quello striscione polemico In merito allo striscione esposto ieri davanti Palazzo Vecchio, durante la manifestazione sul quale c’era la scritta Il sindaco che la destra ci invidia, Renzi ha risposto: "Avevo capito che era un grande sciopero contro il Governo Berlusconi, credo che la maggior parte di quelli che erano lì abbiano vissuto lo sciopero con questo spirito. Poi se qualcuno si è arrabbiato perché io non ho fatto sciopero è comprensibile fino a un certo punto: credo che sia un dovere da parte di un politico cercare di risolvere i problemi, non solo di fare le manifestazioni".

"Faccio solo il mio dovere..." Se è vero - ha continuato - che questa manovra finanziaria, siamo ormai alla quinta versione, è diventata quasi una barzelletta per come è stata costruita, è anche altrettanto vero che un amministratore che il giorno dello sciopero sta a fare il proprio lavoro penso che sia un amministratore che svolge, del tutto coerentemente, il suo lavoro". (Orlando Sacchelli)