Polemica Turco-Belpietro sull’eutanasia

La sinistra vuole l’eutanasia per legge ed è subito polemica trail ministro della Salute Livia Turco (Ds) e il direttore de «il Giornale», Maurizio Belpietro. Lo scontro nasce dal pdl, il numero 1702, depositato il 26 settembre del 2006, firmato dai deputati Katia Bellillo (Pdci), Franco Grillini (Ds), Lanfranco Turci, Maurizio Turco (Rosa nel pugno) ma non, come erroneamenteattribuito da «il Giornale» nell’edizione in edicola, controfirmatoanche dal ministro della Salute Livia Turco. Che ha chiesto le dimissioni deldirettore. Immediata la replica: «Sono stato il primo a chiedere scusapubblicamente e privatamente al ministro - dice il direttore del «Giornale» MaurizioBelpietro -. È stato un errore causato dalla mancata verifica sui nomiche ha portato a scambiare il deputato Maurizio Turco con il ministro, un erroregrave per cui porgo le scuse mie personali e del giornale a Livia Turco. Trovoperò singolare che il ministro chieda le mie dimissioni. Le ingerenzedel mondo politico nella gestione dei giornali sono gravi. E resta il problemadi una proposta di legge della maggioranza che intende introdurre non solo iltestamento biologico, ma anche l’eutanasia». Inoltre, rilancia ildirettore, «se dovessimo mettere sul piatto della bilancia gli errori diognuno, il ministro si ricordi che ha rimosso un direttore sanitario a Roma,e il Tar le ha dato torto. Quindi, se vogliamo parlare di errori e dimissioni,il ministro è meglio che guardi in casa sua e rifletta». La proposta di legge dei deputati del centrosinistra rivoluziona il rapportomedico-paziente: al di sopra di tutto viene posta la volontà espressadal malato nel «testamento biologico» e ritenuta «vincolante».il medico che non rispetta la volontà del paziente è «perseguibilein sede civile e penale». La richiesta di morire deve essere «scritta,datata e redatta personalmente» dal malato. Può essere «revocatain ogni momento». Il medico al suo fianco ha l'obbligo di comprovare chele sue sofferenze «sono persistenti, insopportabili e tali da non poteressere alleviate da ulteriori trattamenti terapeutici». Deve parlargli «alfine di condividere con lui la convinzione che non vi sia altra soluzione ragionevoleper la sua patologia». E «non è punibile» se rispettala sua volontà. Sono le istruzioni della morte dolce, l'eutanasia, contenutenella proposta di legge dell'Ulivo: «Disciplina dell'eutanasia e del testamentobiologico». Nella proposta si consente inoltre a qualsiasi persona maggiorenne di rifiutare «l’alimentazioneo idratazione artificiale» e «qualsiasi forma di rianimazione».Ma soprattutto si offrono nel dettaglio tempi e modi della morte volontaria:ogni malato terminale ha il «diritto di porre termine alla propria esistenzacon l'aiuto di un medico». I professionisti che non intendono adeguarsia questo obbligo devono presentare una dichiarazione «di obiezione di coscienza» entroun mese dall’entrata in vigore della legge. La discussione sulla dolce morte è esplosa ieri, dopo la pubblicazionesull’ «Unità» di un editoriale della capogruppo ds inSenato Anna Finocchiaro e del presidente della commissione Sanità IgnazioMarino dal titolo «dove finisce la vita». L’intervento è statomotivato dalla lettera scritta ai presidenti delle Camere dal copresidente dell’associazioneLuca Coscioni Piergiorgio Welby, il malato di distrofia muscolare che settimanefa fece un appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per consentirgli «dimorire». Finocchiaro e Marino chiedono un'accelerazione sulla scritturadi una legge sul testamento biologico, un testo in cui il paziente possa indicare «lecure e i trattamenti che ritiene accettabili nel caso in cui diventi incapacedi intendere e di volere o impossibilitato a comunicare». Precisano: «Nonparliamo di eutanasia». Questo termine, si sottolinea, «suscita forticontrasti». In realtà un progetto di legge, formato da 14 articoli, è già prontoper la discussione. Si parte con l'imposizione ai medici di una totale trasparenzanei confronti dell'ammalato, «anche quando particolari condizioni consiglinol'adozione di cautele nel comunicare le informazioni». All'articolo 2 siprevede che anche un ragazzo di sedici anni, e dunque non maggiorenne, possaesprimere le sue volontà sulle cure a cui verrà sottoposto. Sipassa quindi all'analisi del cosiddetto «testamento biologico». Chilo redige può imporre la sua volontà sul rifiuto alla terapia,ma può anche chiedere «opportuni trattamenti analgesici». L'articolo 5 è quello che contiene le «disposizioni generali inmateria di eutanasia», di cui ha diritto «ogni persona che versain condizioni terminali, o che è affetta da una patologia gravemente invalidante,irreversibile e con prognosi infausta». Le «condizioni terminali» vengonoverificate da «un medico competente nelle tecniche di rianimazione». Sono «legittimati a proporre opposizione», si legge poi, il coniugedel malato il convivente, i genitori e i figli con più di 14 anni. Ilmedico «che provoca o agevola la morte di una persona che versa nelle condizionidi cui all'articolo 5 non è punibile se la richiesta di procedere in talesenso è stata formulata nel testamento biologico». Il pdl prevedeanche d'istituire un'apposita commissione presso il ministero della Salute. Ilgruppo di lavoro dovrà controllare se le morti dolci siano state portatea termine «a norma di legge».