POLEMICHE IN AUTOSTRADA

Egregio direttore,
con riferimento all’articolo «Tutti in coda ai varchi Telepass», pubblicato ieri dal Giornale, Autostrade per l’Italia ritiene doveroso fare alcune considerazioni.
Nelle tre barriere di Milano Nord, Milano Est e Milano Sud sono presenti 23 porte riservate al servizio Telepass su un totale di 88 varchi.
Il numero delle porte Telepass è ampiamente adeguato ad assorbire i transiti Telepass che rappresentano, sulle 3 barriere, circa il 60% dei transiti totali (percentuale che sale al 65% nei giorni feriali) in quanto la capacità di assorbimento di un pista Telepass è di circa 2.000 transiti/h e non di 400 come erroneamente riportato nell’articolo (anche il dato di assorbimento delle piste manuali è superiore a quello di 150 riportato nello stesso articolo).
Non considerare la potenzialità di assorbimento del traffico dinamico sulle piste Telepass, che è di circa 10-13 volte superiore a quella delle altre tipologie di piste per il pagamento cash o con carte, può portare il lettore a una valutazione errata, che non trova riscontro nella realtà che si registra quotidianamente ai caselli.
Viceversa, si ribadisce che gli eventi di coda sulle piste Telepass, che si possono registrare in alcune limitate fasce orarie nei giorni feriali, sono determinati non da un numero insufficiente delle stesse, presenti in un numero superiore alle effettive necessità, bensì dalla saturazione del traffico a valle della stazione, poiché la viabilità ordinaria non ha capacità sufficiente a smaltire i picchi di traffico in uscita dall’autostrada.
Infine, è opportuno ricordare che negli ultimi anni Autostrade per l’Italia ha investito, nella sola regione Lombardia, circa 10 milioni di euro per interventi di miglioramento della fluidità del traffico presso diversi caselli, che hanno determinato una drastica diminuzione della durata degli eventi di coda in attesa alle piste di esazione, dalle 740 ore registrate nel 2002 alle 265 ore del 2008 (-64% circa).
Direttore Esercizio Autostrade per l’Italia

A parte il fatto che i «dati erronei» da voi imputati all’articolo sono in realtà dati fornitici per iscritto dai vostri uffici e da quelli della Serravalle, resta in sospeso una piccola domanda. Se, come affermate, «il numero di porte Telepass è ampiamente adeguato», anzi addirittura «superiore alle effettive necessità», com’è che al casello di Milano Est, per fare un esempio, tutti i giorni feriali ci sono chilometri di coda in corrispondenza delle quattro (tre per le vetture, una per i camion) porte Telepass mentre tutte le altre (una decina almeno) restano desolatamente vuote?