Poliambulatorio di via Canova Per la Regione tutto in regola

Dall’ufficio stampa della Regione riceviamo e pubblichiamo:
«Alla base di ogni critica e di ogni giudizio devono esserci dei fatti, senza i quali anche la critica più aspra perde di mordente. Nell’articolo a firma di Antonella Aldrighetti, pubblicato da Il Giornale l’11 ottobre e dedicato al nuovo ambulatorio di via Canova 19, la verità dei fatti è un accessorio di cui si preferisce fare a meno. Si parla a sproposito di “cantiere-fantasma” e si procede a una ricostruzione della vicenda gratuita e infondata. Non esiste alcuna irregolarità nella gestione dei lavori. Intanto, tutte le procedure di gara sono state eseguite secondo le norme di legge. I cartelli sono stati regolarmente apposti e, come facilmente verificabile, ora si trovano all’interno della struttura, poiché quelli all’esterno sono stati più volte divelti e distrutti. I lavori erano già iniziati quando è stata presa la decisone di chiudere il S. Giacomo. Dopo questa scelta, si è deciso di accelerare i lavori per far coincidere l’apertura della nuova struttura con la definitiva chiusura dell’ospedale. L’importo di spesa è stato di poco inferiore al milione di euro. Indicare altre cifre, arrivando addirittura a citare il presidente Marrazzo come fonte, è fuorviante e scorretto da parte della redattrice, che avrebbe avuto tutti i mezzi necessari per dare un’informazione esatta ai propri lettori. Le cifre sui lavori del S. Giacomo e per il poliambulatorio di via Canova sono infatti contenute in diverse note dell’Ufficio stampa della Regione, riprese da tutte le agenzie e ripetute dallo stesso presidente Marrazzo. Giova tuttavia ripeterle: per il S. Giacomo, negli ultimi anni, sono stati stanziati 12 milioni; poco meno di otto sono stati spesi per l’ospedale; di questi 8 milioni, 4 sono stati impegnati per le opere strutturali, 3 per i macchinari e uno per l’ambulatorio di via Canova. I restanti quattro sono nelle casse della Asl, e potranno essere usati in futuro per potenziare la nuova struttura ambulatoriale. Evidente dunque che parlare di bandi europei è completamente insensato. I lavori di via Canova proseguono a ritmo serrato e saranno conclusi per la data stabilita. L’obbiettivo che ci proponiamo è semplice: dare ai cittadini del Tridente di Roma un servizio sanitario moderno aperto 24 ore su 24 e in grado di garantire una copertura sanitaria di alto livello. Il 15 novembre ci sarà l’inaugurazione.
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Nell’articolo non si parla né di "cantiere fantasma" né di "lavori irregolari". Si dice che mancano i cartelli e questo è confermato dalla stessa Regione che precisa che i cartelli, varie volte distrutti (chissà da chi e per quale scopo?) sono stati posti all’interno. Secondo la legge, però, dovrebbero essere all’esterno. E, comunque, l’Ufficio stampa, così prolifico di informazioni, evita di dare quelle che dovrebbero essere scritte sul cartello. Quanto alle cifre menzionate nell'articolo, sono le stesse riportate nella nota della Regione. Sulla gara europea, infine, ognuno è libero di credere quel che vuole; ma è quanto previsto dalla Legge quadro sugli appalti pubblici per cifre superiori ai 200mila euro.