Policlinico, arrivati i soccorsi «resiste» solo una tenda

(...) se la sono presa con i muratori che non hanno colpe e poi sono passati all’azione» ha detto un’altra voce anonima del reparto. Che significa? Finalmente sono stati spazzati e ripuliti i terrazzi, portati via gli scatoloni, i presidi sanitari, gli strumenti di controllo radiografico, altre cianfrusaglie che hanno preso il sole per tutta l’estate, prima che il Giornale ne informasse Tognoli e la sua squadra. Resta sventolante ancora la tenda in «tessuto non tessuto» tenuta assieme dalla nastro adesivo ma l’ispezione ha provveduto infine a un dettagliato rapporto sullo stato delle cose. «In verità non siete messi tanto male in questo reparto» avrebbe detto uno degli ispettori, il più spiritoso della comitiva, forse è abituato a scenari albanesi o affini (non vorrei provocare un incidente diplomatico, trattasi di sbrigativo esempio ndr). In via Pace è tornata la medesima anche se Tognoli informa che questa struttura è destinata a chiudere.
Ma si lavora per rimetterla in vita, così come sono venti i cantieri aperti senza che però i degenti siano spostati in altri padiglioni. In tal caso, infatti, sarebbe doveroso traslocare anche il personale medico e infermieristico e qui sorgerebbe un altro problema sindacale e salariale. Si procede, dunque, nel compromesso italiano, la missione non è compiuta ma almeno è incominciata, il carrello zoppo ha una gamba bendata e, finite ormai le ferie, l’autunno porterà altre buone notizie al Direttore Sanitario e al collega suo dell’Economato. La Madonna al primo piano di via Pace prega per loro.